Predappio, 8 nov – “Il Treno della Memoria va in un’unica direzione, è di parte. Non collaboriamo: quando i treni faranno soste anche alle foibe e nei gulag ci ripenseremo”. Scoppia la polemica nel Comune di Predappio, che  ha motivato così la decisione di negare il contributo alla partecipazione di un giovane studente al progetto Promemoria Auschwitz-Treno della Memoria. Una scelta che ha fatto rizzare i capelli in testa ad antifascisti e all’Associazione GenerAzioni in Comune e il gruppo consigliare dell’omonima lista: “Il Comune di Predappio nega un contributo alla partecipazione di ragazzi predappiesi al progetto Promemoria Auschwitz-Treno della Memoria. Così la nostra associazione copre la quota mancante di 370 euro per consentire il percorso di studi ad uno studente”, afferma GenerAzioni in Comune.

Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, il fatto è legato a un progetto che vede la partecipazione degli alunni delle scuole superiori predappiesi dal 2011, a cui l’amministrazione comunale ha sempre contribuito economicamente. Quest’anno gli studenti da mandare in Polonia sono due: per uno di essi, il viaggio è stato pagato da Anpi Forlì-Cesena, mentre “l’altra avrebbe dovuto coprirla l’amministrazione”, che ha rifiutato.

Sarà quindi GenerAzioni in Comune a coprire le spese. Non senza prima aver diffuso un comunicato in cui stigmatizza la decisione del sindaco: “Troviamo ingiustificabile e un atto molto grave il mancato contributo da parte dell’amministrazione comunale di Predappio a questo importante progetto, che aiuta i giovani o conoscere la storia in modo critico”.
Il Resto del Carlino riporta anche le dichiarazioni di Roberto Canali, primo sindaco di centro destra di Predappio: “Non siamo contrari al Treno della Memoria o al far conoscere i campi di sterminio nazisti, fra cui Auschwitz, ma al fatto che questo treno vada in un’unica direzione, cioè solo verso Auschwitz. Quando i Treni della Memoria andranno in tutte le direzioni e si fermeranno anche presso altri luoghi di oppressione del Novecento, come per esempio il Muro di Berlino o le Foibe, allora la nostra amministrazione contribuirà all’iniziativa. Infatti, la storia va conosciuta tutta e non solo quella di parte. La conoscenza della storia di parte non può essere finanziata con i soldi pubblici”. E ha concluso: “Noi preferiamo non collaborare con gente che vuole fare solo una certa memoria dimenticando tutte le altre. Quando i treni faranno soste anche alle foibe e nei gulag ci ripenseremo”.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. Una volta erano gli ebrei i malvagi rubavano ammazzavano e depredavano delle terre i poveri martiri, dopo venne il nazzismo e se la pigliarono in gulo. Come dice il vecchio detto oggi a me domani a te. E che vogliamo fare .

  2. Era lora che qualcuno agisse dopo decenni di propaganda esclusivamente a sinistra in luoghi dove dovrebbe lavorare gente stipendiata con soldi pubblici, dato che nelle scuole italiche oramai privatizzate anpi, i massacri comunisti sono totalmente estranei alle “insegnanti”.

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