La rivoluzione non è un pranzo di gala, dice Mao Tse-tung, e ciò vi verrà confermato anche da Erri De Luca, ex sovversivo, no-tav convinto e amico intimo di tanti brigatisti – chi non ricorderà la sua prefazione totalmente superflua alla coinvolgente biografia di Prospero Gallinari, Un contadino nella metropoli: ricordi di un militante delle Brigate Rosse.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2022

Ma il punto è proprio che nel nuovo libro dell’Erri nazionale, Spizzichi e bocconi (Feltrinelli), non si parla di lotta e sovversione, se non in modo marginale. Dalla riunione clandestina o in sezione, il nostro eroe si è spostato in cucina, per fornirci un manuale in cui la guerriglia urbana viene messa da parte per raccontare del ragù più esplosivo che ci sia, quello di «nonna Emma e sua nuora Lillina»: «Quel sugo urlava, era uno stadio in piedi dopo un gol, era un abbraccio, un salto e una cascata dentro le narici. Mai più potrò riavere quell’assalto al vertice dei sensi, che sta per me in qualche ghiandolina dell’olfatto».

Erri De Luca in versione Masterchef

Insomma, dalla P38 alla cucchiarella, dalla lotta operaia a quella per un corretto bilanciamento dei sapori. Erri De Luca è divenuto l’Antonella Clerici del proletariato armato di mattarello e cipolla, la Benedetta Parodi di quando i giovani sognavano di sovvertire il Sistema tra una forchettata e l’altra delle fettuccine fatte in casa da mammà.

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Perché ai bei tempi, presumibilmente quando erano «ancora aperte le osterie di fuori porta», come canta Guccini, dopo interminabili riunioni stile film di Nanni Moretti, ci si recava lì a mangiare, ad annegare il fervore antisistema in un mezzo litro di rosso spillato appositamente. Ma, attenzione, perché, per quanto l’eroe sedesse «anche da solo», «non c’era verso di stare con se stessi. Dentro e fuori c’era una comunità politica che aveva messo al bando le solitudini». In buona sostanza, in spregio dell’individualismo borghese, un buon comunistaccio come Erri non poteva neppure sbronzarsi, se non sotto gli occhi vigili dei compagni – qualcosa tipo «lotta di classe, dividiamoci il quartino con le masse». Leggendolo, si apprende inoltre che certi…

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5 Commenti

  1. Attenzione… dimmi cosa mangi e ti dirò che militante puoi essere. C’è del vero e tanto. Pensate ai lavoratori d’ un tempo, ai pellegrini, ai soldati dalle pesanti armature…, non certo nutriti a pane bianco, cibi raffinati, coca-merda…

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