Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 26 nov – Dopo la “sbornia” benpensante della Giornata contro la violenza sulle donne, dai giusti principi ma basata spesso su statistiche piegate alla creazione di un’emergenza ad hoc, Vittorio Feltri prende ad esempio un brutto caso di cronaca per parlare della violenza sugli uomini.

L’omicidio di Rieti

Una signora brasiliana in provincia di Rieti ha bruciato vivo, dopo averlo cosparso di benzina, il marito. Che è morto scrive su Twitter il direttore di Libero. “Ma la cosa, non essendo un femminicidio, lascia le femministe nella più totale indifferenza” scrive ancora. “Uccidere un maschio è un reato minore” considera quindi Feltri.

Dati alla mano sul femminicidio

Secondo l’Eures sarebbero stati 142 i femminicidi avvenuti lo scorso anno nella nostra nazione la quale, come precisato sempre dallo stesso portale, sarebbe anche quella con il tasso più basso d’Europa mentre in certi altri considerati “più evoluti” come l’Austria e la Finlandia (per citarne due in cui la parità uomo-donna è palesemente superiore) il tasso di femminicidio è tre volte superiore al nostro. Il dato è spurio: nei 142 omicidi conteggiati appaiono casi di donne uccise per le questioni più diverse, come ad esempio quello della nonna di Ferrara ammazzata a pugni nel parcheggio di un fast food dal nipote che pretendeva da lei del denaro.

Quale emergenza?

In breve, ciò che Feltri ci vuol dire è che anche lui è convinto che l’emergenza dei femminicidi in Italia sia stata creata ad arte per instillare nelle famiglie italiane un’altra fobia, un’altro elemento divisivo nella lunga e mai sopita “battaglia tra i sessi” che spesso si avvale di strumenti da guerra sporca pur di far “fuori” l’avversario – in questo caso, il tanto vituperato maschio etero, sul quale ricadono tutte le colpe intestate al patriarcato dalle femministe della terza ondata. Le stesse che, però, in piazza non mancano di dare della “putt*na” alla Meloni riutilizzandole contro un brano del suo ormai famoso discorso in piazza San Giovanni; e come dimenticare la cara Asia Argento, ora fortunatamente ritornata sotto i radar ma solo come figurante in tv, che attaccò sempre Giorgia Meloni pubblicandone una foto intenta a mangiare in un ristorante, mettendo come didascalia “La schiena lardosa di una ricca e senza vergogna” e indicandola poi come “fascista beccata a mangiucchiare”. Insomma, la  Polizia di Stato alla fine ne ha contati 32 di femminicidi; le brutte figure delle femministe sodali della Cirinnà invece, ormai, non si contano più.

Ilaria Paoletti

1 commento

Commenta