Roma, 12 ago – Il gruppo di statue noto come “Orfeo e le sirene” farà finalmente ritorno in Italia. L’opera verrà restituita al nostro Paese dal californiano Getty Museum, dopo che un’inchiesta aveva evidenziato come le sculture sarebbero state trafugate illegalmente.

L’iconografia di “Orfeo e le sirene”

Tesoro perduto della Magna Grecia, “Orfeo e le sirene” è un gruppo di tre statue in terracotta a grandezza quasi naturale con tracce di policromia, quindi originariamente dipinte, risalente al IV secolo a.C. e proveniente dall’area del tarantino.

Del gruppo fa parte una statua raffigurante un uomo seduto nell’atto di intonare un canto e suonare la lira, tradizionalmente identificato con Orfeo. La lira è sfortunatamente andata perduta nel corso dei secoli. A circondare il poeta-vate, iniziatore dei misteri orfici e capace di spingere alla commozione perfino Ade dio degli inferi, sono due sirene. Queste creature mostruose dal corpo di uccello e di donna, sono spesso connesse al mondo dei morti, cosa che fa presupporre che l’opera fosse un monumento funerario. L’incontro fra Orfeo e le sirene è riportato anche nel poema ellenistico delle Argonautiche di Apollo Rodio, il quale narra della spedizione per il Vello d’Oro cui prese parte appunto Orfeo.

I rapporti complicati fra Getty Museum e l’Italia

La restituzione fa seguito a un’inchiesta condotta da Matthew Bogdanos dell’ufficio della procura di Manhattan, specializzato proprio nella lotta contro il traffico di antichità. Come ci tiene a precisare la portavoce del Getty Muesum, Julie Jaskol, le indagini non sarebbero direttamente collegate al museo, ciononostante: «Le prove ci hanno persuaso che le statue erano state trafugate illegalmente e che era opportuno restituirle, in conformità con la politica del Getty».

Insieme ad “Orfeo e le sirene”, verranno restituite all’Italia dal museo californiano anche altre opere, per la precisione una testa colossale di divinità del secondo secolo dopo Cristo, una forma di pietra per la fusione di orecchini a pendente dello stesso periodo, un dipinto a olio intitolato “L’Oracolo di Delfi” del 1881 del pittore napoletano Camillo Miola, detto Biacca, e un incensiere etrusco di bronzo del quarto secolo avanti Cristo.

L’Italia chiede anche la restituzione de “L’Atleta Vittorioso”, tradizionalmente attribuito a Lisippo. La statua era stata ripescata nel 1964 da alcuni pescatori nell’Adriatico. Forte di una sentenza della Cassazione del 2018, il nostro Paese ne sta chiedendo da anni il rimpatrio. Dal canto suo, il Getty si oppone sostenendo che l’area in la scultura venne ritrovata sarebbe invece in acque internazionali. Inoltre, agli inizi degli anni 2000, il museo californiano è stato al centro di polemiche per gli acquisti di opere d’arte scavate illegalmente e la sua ex curatrice, Marion True, finì sotto processo in Italia.

Michele Iozzino

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