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Roma, 7 gen – Ormai l’argomento si è imposto al grande pubblico, e non ha mancato di suscitare perplessità, entusiasmi e inquietudini. Stiamo parlando del «Grande Reset», che è appunto il tema del nuovo numero del Primato Nazionale. La formula è stata lanciata in grande stile da Klaus Schwab, fondatore e direttore del Forum di Davos, una delle lobby globaliste più influenti del pianeta. In estrema sintesi, secondo i sostenitori di questa teoria, la crisi pandemica attuale ha evidenziato tutte le crepe della globalizzazione a trazione neoliberale. Per questo motivo occorre un Grande Reset, e cioè un azzeramento radicale di tutte le nostre coordinate politiche, sociali ed economiche.

Che cos’è il Grande Reset?

Ma com’è che, nel dettaglio, le élite globaliste intendono declinare questo Grande Reset? E come dobbiamo porci di fronte a questo disegno? Sono questi gli interrogativi che si è posto il Primato Nazionale. Secondo il direttore Adriano Scianca, «l’unico modo per combattere il Grande Reset è farlo prima, farlo diversamente, farlo noi». Ciò vuol dire, innanzitutto, analizzare i progetti delle oligarchie globaliste, senza scadere in teorie complottiste o facili allarmismi. Perché, appunto, occorre conoscere bene il proprio nemico, per poterlo poi combattere in maniera efficace. È un lavoro lungo e ingrato, ma è quantomai necessario raccogliere la sfida.

I contenuti del Primato Nazionale

Oltre al focus sul Grande Reset, il Primato Nazionale offre ai suoi lettori una vasta gamma di approfondimenti sugli argomenti più vari. A partire, ovviamente, dall’attualità politica, con due contributi sulle elezioni romane (le più incerte degli ultimi anni) e sul vero volto della Milano cosmopolita plasmata da Pisapia e Beppe Sala, nonché travolta dallo scandalo di Alberto Genovese. Seguono poi due articoli di taglio economico: se Filippo Burla analizza il modo in cui la pandemia sta frantumando le folli regole di Bruxelles, Valerio Benedetti ha recensito Il mito del deficit di Stephanie Kelton, un libro che sta facendo molto discutere (e continuerà a farlo) e che rappresenta la miglior sintesi della cosiddetta «Teoria monetaria moderna» (Mmt).

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Largo spazio poi alla sezione esteri, in cui si segnalano un approfondimento sul concetto di «multipolarismo» e un ritratto di Qasem Soleimani, il generale iraniano assassinato esattamente un anno fa. Da menzionare, infine, un bel contributo di Marcello Veneziani sull’attualità di Dante Alighieri, così come un interessante articolo sul Robert Brasillach critico cinematografico. Per il resto, non può certo mancare la nutrita galleria delle rubriche, in cui il Primato Nazionale ospita le penne più affilate del sovranismo italiano: da Vittorio Sgarbi a Simone Di Stefano, da Caio Mussolini ad Alessandro Meluzzi, per arrivare fino a Matteo BrandiMarco ScatarziPaolo Bargiggia e tanti altri.

Elena Sempione

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