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Roma, 21 gen – “Penso ancora che la nostra decisione sia giusta, ma ci atterremo alle decisioni dell’autorità” italiane. Così Nick Clegg, vicepresidente di Facebook nonché ex vicepremier britannico nel governo di David Cameron, ha commentato il caso della vergognosa censura attuata dal social network nei confronti di CasaPound. Durante un convegno organizzato dall’università Luiss di Roma, Clegg ha definito “l’oscuramento di CasaPound” una decisione “estrema” ma “legittima”. Un modo decisamente arrogante per ribadire che il colosso social si permette di sancire ciò che è lecito e ciò che non lo è, in barba alla legge italiana.

Libertà di espressione, questa sconosciuta

Il vicepresidente della multinazionale americana ha infatti definito “un caso interessante”, come se fosse un esperimento sociale da cui prendere spunto, il bavaglio imposto al movimento della tartaruga frecciata. “Dicono sempre che Fb non prende decisioni per arginare questi fenomeni ma una volta che abbiamo preso una decisione, estrema, siamo stati criticati perché essa si è basata anche su quello che l’organizzazione promuove fuori dalla piattaforma”, ha detto Clegg.

Ma di cosa parla il vicepresidente di Facebook? Eppure il Tribunale Civile di Roma, accogliendo il ricorso presentato da CasaPound in seguito alla disattivazione della pagina ufficiale avvenuta il 9 settembre 2019, ha ben spiegato al social che la decisione di oscurare le pagine di Cpi è illegittima perché Facebook, come chiunque altro, deve “strettamente attenersi al rispetto dei principi costituzionali e ordinamentali”. Cosa, quest’ultima, che il social semplicemente non ha fatto. Per questo il Tribunale romano ha ordinato la riapertura della pagina di CasaPound Italia, altro che storie. Ma non c’è peggior sordo di chi invoca il diritto alla censura in nome del pensiero unico.

Alessandro Della Guglia

8 Commenti

  1. Senza Facebook si vive benissimo, senza le proprie idee si vegeta. Forse quel signor Clegg non si sarebbe espresso in questo modo se la sentenza fosse provenuta da un tribunale del suo paese. Del resto, l’Italia conta meno di Tonga in questa fase storica…

  2. Nick Clegg è la prova provata del social asservito al potere politico!
    Va oscurato culturalmente facebook. E, se non si è capaci, meglio andare a zappare…

  3. ” siamo stati criticati perché essa si è basata anche su quello che l’organizzazione promuove fuori dalla piattaforma”..è stato abbastanza chiaro….facebook è un soggetto politico …e come tale censura le controparti…Più chiaro di cosi…..

  4. Facebook è la vera dittatura rossa che decide antidemocraticamente chi oscurare e chi no con sta’storia degli ebrei ad esempio ci avete rotto fatti di 80 anni fa bastaaaaa guardiamo invece i continui massacri quotidiani da parte degli islamici nei confronti dei cristiani, islamici appoggiati dai comunisti nostri e dai preti pedofili.

  5. Non sono MAI andato sull’ “almanacco scolastico USA” , fa cagare come tutto quel che proviene
    dall’ INVASORE !!!!!
    a parte il Tabasco ….. ed altre piccole cose come la Tesla .

    una sola esortazione :

    OSCURATE Faccialibro ! , se nessuno l’ usa più vale meno di ZERO !

    organizzazione GIUDAICO/Massonica …..