genderRoma, 13 apr – L’ideologia gender non esiste. Ce lo ripetono in tutte le salse: sono solo il Vaticano e i fascisti ad aver inventato questo mostro e sapete perché? Perché, come ha scritto la “bioeticista” (?) Chiara Lalli sulla Bibbia del commentatore intelligente da social network, Internazionale, questi ambienti sono “ossessionati dalla perdita del controllo. Il controllo sulla morale, sul comportamento, sull’educazione e sul rigore feroce con cui si elencano le categorie del reale con la pretesa che siano immutabili e incontestabili in base a un argomento d’autorità: ‘È così perché lo diciamo noi’”. Quindi state tranquilli, nessuno vuole imporre nulla a voi o ai vostri figli. Nessuno verrò a casa vostra a cambiare il colore o la forma dei vestiti da far indossare ai vostri pargoli. Nessuno teorizza o tanto meno mette in pratica tutto ciò. Dicono.

Qualcuno dovrebbe però dirlo anche a Fabio Sabatini, docente universitario, nonché curatore di tre blog, su Il Fatto Quotidiano, su Pagina 99 e su MicroMega. Insomma, non un fascista né un clericale, e neanche uno da farsi spaventare “da esseri che non esistono e da ombre sulle pareti”, per riprendere la prosa della “bioeticista” di cui sopra.

Leggi anche: Sai davvero che cosa è l’ideologia di genere?

La disavventura capitata a Sabatini e raccontata sul sito di MicroMega è allora tanto più significativo. Accade infatti che l’uomo posti su facebook una foto di sua figlia di tre mesi con una tutina rosa. Un’altra blogger di MicroMega, tuttavia, non ci sta e comincia a fare domande. Perché rosa? Perché vi piace quel colore? Sicuro? E se fosse stato un maschio?

Insomma, l’atteggiamento invadente, ossessivo, intollerante di quelli che, come dire, sono “ossessionati dalla perdita del controllo. Il controllo sulla morale, sul comportamento, sull’educazione e sul rigore feroce con cui si elencano le categorie del reale con la pretesa che siano immutabili e incontestabili in base a un argomento d’autorità: ‘È così perché lo diciamo noi’”.

Sabatini si incazza ma allo stesso tempo è combattuto perché, spiega, lui e sua moglie sono “ipersensibili gender neutrality” (ragazzi: ma come cazzo parlate?).

Leggi anche: Il gender applicato: la storia dei gemelli Reimer

La cosa però non finisce lì perché qualche giorno dopo Barbara Befani, la blogger incriminata, pubblica un articolo sul sito di MicroMega a proposito delle “vie insidiose del maschilismo” in cui cita un anonimo genitore che ha messo una tutina rosa a sua figlia eccetera eccetera. L’anonimo genitore è ovviamente Sabatini, che si trova ora catapultato in un vortice di follia a causa di gente evidentemente più ipersensibile di lui alla “gender neutrality”. Nei commenti al post, insulti su insulti: il genitore irresponsabile picchierà sicuramente la figlia e la moglie, va addirittura sterilizzato.

Tant’è che anche il genitore sincero democratico che un tempo era Sabatini è costretto a farsi delle domande: “E se, in tutto questo, ci piacesse il rosa? Io adoro il rosa. Il rosa ha avuto vari significati nella storia della civiltà. Alcuni, concordo, molto tristi. Ma è giusto associare una preferenza per il rosa al maschilismo? E allora perché non anche altro? I capelli? Si può lasciare che a una figlia femmina crescano i capelli o li si deve tenere corti finché non sarà in grado di decidere da sola? E le gonne? Non sarebbe una scelta sessista anche non vestirla mai di rosa, tagliarle i capelli corti e farle indossare soltanto pantaloni? E le tutine da neonato, che non sono né gonne né pantaloni? Forse bisognerebbe vestirla da orsetto. Ehi aspetta, noi la vestiamo già da orsetto, bianco e marrone! Sono colori consentiti? E gli orsetti hanno risvolti di genere su cui non ci siamo fatti abbastanza domande?”.

Ecco, forse l’ideologia gender non esiste. Ma esiste questa roba qua: dei pazzi invasati che masticando tre o quattro formule in inglese vogliono sterminare culturalmente chi non la pensa come loro. Siamo abbastanza “ipersensibili gender neutrality” se vogliamo prenderli a calci in culo quando verranno a ordinarci come vivere?

Giorgio Nigra

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here