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Il comunismo è una malattia mentale?

by La Redazione
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manicomioGorizia, 17 mag – Prendo spunto dall’atmosfera creata dalla sinistra contro il corteo di CasaPound a Gorizia per analizzare lo stile di pensiero di quella ideologia che va genericamente sotto il nome di “comunismo”.

Vladimir Bukovskij disse molto tempo fa che non può esistere un comunista intelligente e in buona fede: se è in buona fede, è un cretino, se è intelligente ha interessi personali sufficientemente loschi per esserlo. Il grande dissidente russo non era a conoscenza di un’altra variabile, oltre alla sua condivisibile interpretazione.

La terza alternativa veniva proposta nel 1996 dal professor Raffaele Vizioli, ordinario di Neurologia all’Università “La Sapienza” nonché vive-presidente della Società italiana di Psichiatria biologica, in un saggio dal titolo “Psicopatologia del comunismo”. Al di là delle specificazioni didattiche, e valutando soltanto il comportamento verbale e non verbale dei vari comitati antifascisti e pacifisti, si può facilmente arrivare ad una diagnosi di psicosi paranoide con ragionevole certezza.

Il pensiero del comunista è organizzato su uno schema esclusivamente emotivo, che nega qualsivoglia parametro di realtà e che agisce sugli strati pulsionali e primitivi del sistema rettile del cervello.

Il meccanismo psicopatologico è facilmente comprensibile con alcuni esempi. “Il comunismo ha sempre combattuto per la democrazia, la libertà e il benessere dell’uomo”. Ora, c’è qualcuno che possa documentare questa affermazione in un qualunque paese del mondo – dalla Rivoluzione di ottobre ad oggi? C’è qualche popolo che possa testimoniare sulla prosperità ottenuta e sui diritti individuali esercitati in un potere comunista? Nessuno.

I disastrati apologeti ti risponderebbero che quello non era il “vero” comunismo, e che il vero comunismo è altro e altrove. “Il comunismo è il difensore delle minoranze e delle ragioni personali”. Dove? In Italia, dove il PCI espelleva l’omosessuale Pasolini per indegnità morale? In Spagna, paese europeo che ha conosciuto la più sanguinaria eliminazione degli anarchici alleati? All’Est? Dove in nome dell’ateismo di Stato vennero imprigionati e soppressi decine di migliaia di cristiani e le chiese trasformate in granai?

“Il comunismo è per la pace tra i popoli”. È un po’ difficile da sostenere questa tesi da parte di una ideologia che ha procurato oltre cento milioni di morti, a meno che per pace non si consideri quella eterna cimiteriale di tutti gli oppositori attivi, e quella della censura poliziesca che ha riempito carceri e gulag di dissidenti di ogni tipo.

Gli esempi potrebbero continuare, ma una domanda sorge spontanea: se questa è una malattia, quale potrebbe essere la cura? È qui che la questione si fa scottante.

Il problema clinico è talmente grave che rientra in quei disturbi che vengono considerati non solo incurabili, ma addirittura intrattabili. L’ideal-tipo comunista è un narcisista talmente invischiato nella propria falsa identità che non può tollerare un confronto con la realtà.

I suoi meccanismi difensivi sono quelli primitivi: la negazione, che allontana ogni responsabilità e presa di coscienza, e la proiezione, che rinvia ad altri ogni causa dei fallimenti e delle frustrazioni. Mentre da un lato c’è una percezione inconscia, e inammissibile razionalmente, del fallimento personale e politico, dall’altro subentra una compensazione patologica per affrontare il senso di impotenza e di delusione.

La sua debolezza, la sua incompetenza e la sua disgrazia esistenziale scatenano delle reazioni eccessive che, alla fine, diventano un vero e proprio abito mentale ed una struttura caratteriale. Il comunista non accetta l’incertezza, quindi la dialettica ragionata, ma vive e si relaziona con l’altro e il mondo circostante solo attraverso il filtro del sospetto e della diffidenza, perché le sue difese psicotiche – fondamentali per sostenere una pur distorta immagine idealizzata di sé – gli impediscono di confrontarsi con punti di vista altrui, di accettare un livello di fiducia, di condividere ipotesi e prospettive.

Il mondo comunista è una “pseudocomunità paranoide”, cioè un sistema immaginario dentro al quale c’è la verità e la giustezza, mentre fuori prevale un dispositivo persecutorio e cattivo.

Tale stato psichico comporta necessariamente un unico sentimento: l’odio. In altre parole, se tutto è interpretato contro di lui, tutto è nemico, quindi da odiare e da distruggere. All’interno di questa logica perversa e regressiva, il contraddittorio non può essere tollerato e l’unica azione possibile è tacitare chiunque sia percepito come un pericolo per la propria identità contraffatta e malata.

Stravolgimento della realtà, negazione della stessa e presunzione di verità assoluta da imporre con ogni mezzo. Questa è la dinamica paranoica e comunista. Si racconta da parte di Trockij che di fronte ad un progetto velleitario e inconcludente Lenin questi abbia risposto: “Se il mio piano contrasta con la realtà, peggio per la realtà”. Lenin ha fallito, il comunismo è miseramente finito, l’unica cosa certa – al di la dell’impossibile dialogo – che questi relitti rimasti moriranno pazzi.

Adriano Segatori

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21 comments

i-pod keroro 2 Giugno 2015 - 2:32

I comunisti sono materialisti storici, quindi semmai è il fascista l’idealista tipo.

Es.: nazionalismo

Vedasi come esempio, nel periodo fra la prima guerra mondiale e il fascismo, da una parte l’attività riformista delle leghe rosse, dall’altra l’azione squadristica. Certo, l’azione squadristica fu anche interessata… c’erano molti piccoli proprietari e coltivatori diretti nelle squadre d’azione, direi la maggioranza degli squadristi… ma l’antipatia iniziale è legata alla diatriba tra nazionalisti/interventisti e internazionalisti/pacifisti.

E fra gli interventisti gli idealisti e quelli usati a loro insaputa da chi aveva interessi economici nella guerra abbondano.

“Il comunismo è per la pace tra i popoli”. È un po’ difficile da sostenere questa tesi da parte di una ideologia che ha procurato oltre cento milioni di morti, a meno che per pace non si consideri quella eterna cimiteriale di tutti gli oppositori attivi, e quella della censura poliziesca che ha riempito carceri e gulag di dissidenti di ogni tipo”.

La pace TRA i popoli. Non all’interno dei popoli. Già qui c’è un errore dell’autore del testo proprio a livello di lettura. Tra un popolo e l’altro, non NEI popoli (detto che comunque se c’è la pace tra i popoli c’è meno possibilità di morire in guerra).

Certo, sono d’accordo con voi che fra i comunisti abbondino gli idealisti incapaci di ammettere i torti del socialismo nella pratica, ma questa non è una prerogativa dei soli comunisti.

Se poi il socialismo ha fallito… beh, che dire… se ne vedono i risultati… caduta l’URSS, il capitalismo non ha più avuto freni, checchè ne dica chi blatera di immaginarie “terze vie”.

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Lisa 21 Luglio 2015 - 3:41

Ma che stai a dire? Questa è la dimostrazione che l’articolo ha azzeccato in pieno le vostre paranoie. Il cattivo capitalismo senza freni? Ma scherzi? Voi siete davvero fuori dal mondo e dalla realtà. Il capitalismo, associato al liberismo, ha portato solo benessere, basti guardare fuori dall’Occidente. Eppure paranoici come te danno le colpe al capitalismo per una crisi dalla quale siamo incapaci di uscire proprio a causa di eccessivo statalismo. Parlate solo per slogan, non c’è manco da perdere tempo con persone così.

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Michele 22 Dicembre 2015 - 10:08

“Il comunismo è il difensore delle minoranze e delle ragioni personali”, “Il comunismo ha sempre combattuto per la democrazia, la libertà e il benessere dell’uomo”, “Il comunismo è per la pace tra i popoli”, sono tutte frasi vuote che un vero comunista non direbbe mai.
“Porre la propria vita al servizio del futuro e di ogni proletario”, “il bene dell’individuo passa dal bene comune”, queste sono frasi comuniste ma purtroppo nessuno legge mai nulla e si finisce per parlare di nulla ):
Comunque Lisa ho riso tanto col tuo commento (: Il capitalismo ha portato solo cose belle, come i bambini che mi cuciono i vestiti a poco prezzo, gli schiavi sessuali, le morti dovute alla mancanza di cibo in paesi che il cibo lo esporta all’occidente e una crisi economica dovuta alla sovrapproduzione, non allo statalismo delle aziende. Almeno l’abc non del comunismo, ma del capitalismo sappiatelo (:

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andrea 11 Agosto 2018 - 12:24

guarda , che i comunismo abbia avuto dei difetti e presenti nella sua applicazione dei problemi, dobbiamo anche considerarlo prima o poi , .
anche perche il comunismo và superato e per superarlo positivamente dobbiamo anche analizzarne e comprenderne le cause del fallimento.
È STATO IL PRIMO TENTATIVO,il primo di organizzare una società non basata sullo sfruttamento dell uomo , chiaramente come primo tentativo non ha funzionato molto bene , se sogliamo sperare che questa strada non sia abbandonata ci aspetta un duro lavoro di analisi e di autocritica , percorso che fino ad ora non è neppure iniziato.
il comunismo non è pazzia , ma di certo và pesantemente riveduto e corretto.

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i-pod keroro 2 Giugno 2015 - 2:38

Le vittime del colonialismo sono palesemente ascrivibili al capitalismo e spesso alle democrazie.

All”URSS non si può negare, pur con tutti i suoi difetti, il pregio di aver aiutato diversi popoli ad opporsi allo sfruttamento imperialista. L’imperialismo sovietico è stato per forza di cose meno invasivo proprio per l’assenza di grandi gruppi capitalistici privati.

Le guerre quasi sempre sono state scatenate dagli opposti poli capitalisti, spesso per crisi del sistema capitalista. Certo, l’URSS invase i paesi baltici e cerco di invadere la Finlandia, nel 1939-40, ma al confronto del fascismo tedesco ecc.

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Lisa 21 Luglio 2015 - 3:47

Ma veramente l’imperialismo sovietico è stato effettivo, non solo i paesi baltici, ma anche medio-orientali, con vere e proprie occupazioni. Quando mai una democrazia ha occupato? Ma vi drogate? Certo, se volete risalire anche a più di un secolo fa… che facciamo? Risaliamo anche ai tempi dell’antica Roma? Poverini gli inglesi, sono stati aggrediti dall’impero romano e non sono più riusciti a riprendersi. Dobbiamo espiare le nostre colpe! Anzi, mentre che ci siamo, dobbiamo risarcire gli inglesi e scusarci con loro se i nostri antenati romani li hanno invasi!

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spartacvs 14 Marzo 2016 - 9:44

tutte belle parole per abbagliare il popolo… la sinistra è al potere in italia e sversiamo in uno stato ancora peggiore di quando c’era la destra.
IL 90% DELLE DITTATURE AL MONDO è COMUNISTA.
Sai cosa diceva Marx? PER ARRIVARE AL COMUNISMO CI VUOLE LA DITTATURA… BELLA IDEOLOGIA DEL C****

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andrea 11 Agosto 2018 - 12:07

quella che in Italia si definisce sinistra è solo una caricatura della sinistra , in realtà in Italia la sinistra non esiste , quindi non può aver governato.

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i-pod keroro 2 Giugno 2015 - 2:39

Gli aspetti repressivi dei paesi socialisti vanno anche contestualizzati. La pressione degli stati nemici era fortissima.

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Mauro 20 Luglio 2015 - 4:44

Grande! c’è ancora un comunista! presto, fermatelo e chiamate il WWF, magari è l’ultimo e non sa di esserlo!

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gianna 25 Dicembre 2015 - 4:43

salve! ogni buon presupposto teorico è stato sfruttato a suo tempo per altri fini e non è una novità, bisogna saper distinguere le due cose. ciò che fu imposto con la falsa motivazione comunista ovviamente non ha nessun legame con le intenzioni iniziali, quello che mi preoccupa è che tutt’oggi non ci sia consapevolezza di come affrontare il nostro tempo post capitalista. ci dimentichiamo che siamo noi stessi a poter cambiare le cose ed intanto nessuno si muove.

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Ipse 5 Aprile 2016 - 5:42

Certo che tra le stronzate radical-chic dell’Huffington e quelle piccolo-borghesi de “Il Primato nazionale” in Italia stiamo messi proprio male…

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Luca 21 Aprile 2016 - 9:55

Ragazzi, capisco che ognuno di noi abbia un ideologia diversa rispetto alle altre persone.
Ma paragonare il comunismo ad una psicosi mi pare troppo esagerato.

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Fabio 3 Agosto 2018 - 2:07

Qua non si parla di storia o filosofia politica, ma di neuroscienze. Chi ha scritto il libro mi pare avesse la competenza necessaria per fare una diagnosi (anche se poi la psicodiagnostica prevede ulteriori modalità), quindi A MENO CHE non si abbiano titoli simili (Psicologo, Psichiatra, Neurologo), ovvero la competenza necessaria data da anni di studi, è del tutto privo di credibilità ogni tentativo di confutare quanto affermato.

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andrea 11 Agosto 2018 - 12:16

la storia medica è piena di diagnosi in malafede fatte per screditare persone o intere ideologie.
Anzi è un metodo tra i più usati, chi la pensa diversamente da te è un pazzo e magari da curare,

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LisaP 23 Aprile 2017 - 5:19

La mia omonima ha perfettamente ragione. La risposta di Michele è il solito mantra comunistoide fuori dalla realtà. Non è colpa del capitalismo se in certi paesi non vige la liberal democrazia che permette di battersi per i diritti civili e umani. I bambini che lavorano come schiavi sono frutto di dittature che con il capitalismo non hanno nulla a che vedere. Loro odiano il liberismo perché odiano l’individualismo e, di conseguenza, l’intraprendenza. Ed è lo stesso motivo per il quale non si pongono nessun problema con l’islam, difatti nell’islam l’individuo è annullato, perché schiavo di un Dio che, attraverso un libro che è peggiore del Mein Kampf, dice cosa deve fare un fedele da quando si alza la mattina a quando va a dormire la sera. L’islam e il comunismo, sotto questo punto di vista, sono assolutamente simili. Per l’islamico il padrone è Dio, per il comunista è lo Stato. Sono entrambi schiavi. Fa ridere oggi leggere frasi anacronistiche come questa “Porre la propria vita al servizio del futuro e di ogni proletario”, questi vivono ancora nell’800. E poi “il bene dell’individuo passa dal bene comune”, questa frase è la sintesi perfetta del comunismo: l’individuo è sacrificabile per il bene della massa, al contrario del liberismo dove l’individuo non è mai sacrificabile ed è proprio attraverso la tutela di ogni singolo che tuteli tutti gli individui. Ecco perché nelle liberal democrazie non sono mai stati commessi genocidi, al contrario di quello che è accaduto in ogni paese comunista. A parte che vi è un controsenso nel comunismo, perché nella loro ideologia malata sarà sempre una élite a decidere della vita degli individui. Il liberismo invece prevede lo stato minimo (in Europa ce lo sogniamo il liberismo, siamo tutti socialistizzanti), pertanto l’individuo è più libero, ma la libertà, si sa, non è di moda tra i vari dittatorelli rossi, i quali sfruttano l’invidia sociale per fare proselitismo.
Non condivido una cosa dell’articolo, quando afferma che non esiste cura, che non si può guarire da questa patologia. Beh, io sono guarita.

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atomo 20 Agosto 2018 - 9:20

Il libro e’ introvabile nelle librerie, qualcuno sa’ dove puo’ essere repertito?
Grazie.

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Giuseppe 18 Settembre 2018 - 11:12

Su Amazon lo danno disponibile dal 31 dicembre. Se mai è da prenotare.

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giuseppe 18 Novembre 2018 - 6:56

mi sembra che per un attimo ci si deve fermare per una riflessione … comunismo e fascismo …per non dire altro … cosa li associa .. voglia di potere voglia di narcisismo ..la cattiveria in questi due citate qui sopra sembrerebbe che hanno in comune una vera e unica vena …essere un Dio dal potere di decidere sulle persone ecc.. arrivando fino a uccidere i suoi simili con cosi facilità ,,, uno psichiatra o lettore della mente puo cercare di capire in base alle sue conoscenze …ma alla fine noi potremmo vedere lo stesso risultato …il rispetto della vita …ma qui cè un punto chiave …e chi rispettare le regole se queste regole non fossero omogenee per la maggiorana …il lavoro …il guadagno ..la salute …e andando avanti potremmo trovarci di nuovo a parecchie cose che chi voglia fondare un movimento dovrebbe pensare …quindi ricordiamoci che di orrori nel comunismo e fascismo nazismo ci sono stati a non finire ora sarebbe ora di creare un vero partito che non sarà ne di destra ne di sinistra ,,ne di centro ma di un vero partito di rispetto di sviluppo per le famiglie che credono nei loro figli …eliminare i centri grossi che si mangiano tutto far ritornare i piccoli e rimettere a posto le cose … io lo chiamerei TRATRA Tra sinistra e destra …..grazie

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Alessii 7 Agosto 2019 - 11:08

Ma che articolo è?
Ricordo semplicemente che il comunismo ha fondamento filosofico mentre le ideologie di destra, fascismo o quant’altro, non hanno alcuna base razionale o epistemica. I fascismi nascono come braccio armato del capitalismo. Non hanno mai intaccato il reale, per dirla con parole povere. La lotta è fra padroni e servi, il resto non è mai contesto nulla. Ciao.

Ps: Salvo solo Giovanni Gentile che peraltro era un ammiratore di Karl Marx tanto fa scriverci su un’opera.

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Franco Vecchietti 7 Gennaio 2020 - 5:30

Mi piacerebbe leggere il libro del prof. Vizioli, ma sembra sia esaurito. sapreste indicarmi dove trovarne una copia. franco.vecchietti@alice.it

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