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Roma, 12 mar – L’Italia, la terra di artisti ammirati in ogni parte del mondo, dei letterati che hanno educato generazioni, di architetti che hanno plasmato una civiltà, l’Italia oggi è sotto assedio. L’erosione delle sue strutture portanti, dell’intera intelaiatura economica e sanitaria procede a ritmo inesorabile. Si avvicina il momento del picco, dicono. Il male sta per acuirsi, la minaccia si fa largo nelle strade deserte. Chi non si è preoccupato e premunito all’inizio del dramma, ora corre ai ripari nel modo maldestro e indecoroso che la sua natura gli suggerisce.

Il nemico interno

L’Italia è sotto assedio, ma il nemico è prima di tutto interno. La nazione che ha dato i natali a uomini che hanno fatto la storia del mondo, ora è più che mai sanguinante per le ferite inferte dai suoi nemici interni. Il marciume è salito sul trono più alto, i gangli dello Stato sono oramai ammorbati dalla pestilenza. Venute meno le pur blande misure di contenimento dell’immigrazione, l’Italia non ha tardato a sprofondare nella prostrazione assoluta. Guidata da arrivisti e incapaci, una popolazione cresciuta a individualismo e social network mostra in molti casi il peggio di sé. D’altronde questi sono i frutti di ottant’anni di lavaggio del cervello.

La scintilla che ancora può accendersi

Eppure pensando a quanto di grande e bello la storia italiana ha accumulato nei secoli, potrebbe accendersi una scintilla nei cuori di alcuni. La coscienza che nel genio della stirpe si conservano quelle forze virtuose in grado di rovesciare ogni tragedia, di tener testa a ogni sfida. Quando tutto questo sarà passato, ci saranno conti da chiudere una volta per sempre, tradimenti da scontare, rimedi urgenti da attuare subito. Se questo non accadrà, sarà stato tutto inutile.

Francesco Boco

1 commento

  1. ..tu, ancora ci speri? Il popolo italiota è malato di un virus per cui non c’è antidoto: opportunismo…

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