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«Muoio con l’Europa, sono in buona compagnia»: il 26 febbraio 1821 si spegneva a Torino Joseph de Maistre. La figura del conte savoiardo rappresenta da sempre un autentico spauracchio: è considerato il reazionario per eccellenza, il paladino dell’alleanza tra trono e altare, il cattolico ultramontano che nel suo Del Papa (1819) sostenne il principio dell’infallibilità del Sommo Pontefice – immaginato anche come arbitro temporale supremo tra gli Stati europei – prima ancora che esso diventasse, con il Concilio Vaticano I, un dogma della Chiesa. Non stupisce che nel bicentenario della sua scomparsa scarseggino le iniziative per celebrare un autore spesso dimenticato e sicuramente più citato che letto: tra queste, segnaliamo la fresca uscita per Historica Edizioni del volume Joseph de Maistre: il padre del pensiero controrivoluzionario.

Rileggere Joseph de Maistre

Il libro ci restituisce un ritratto sfaccettato e per molti versi sorprendente di questo intellettuale europeo. Nacque a Chambery, città principale della Savoia, nel 1853: pertanto, benché francofono, non era francese ma suddito e fedele funzionario del Regno di Sardegna. Poco più che ventenne, nel 1774 si iscrisse alla locale loggia massonica Les trois mortiers, passando quattro anni più tardi al rito scozzese e rimanendo affiliato almeno fino al 1790: si tratta di un dato biografico apparentemente stridente con l’acceso cattolicesimo del Conte, peraltro legato per tradizione familiare ai gesuiti, dai quali era stato educato. La massoneria rappresentava per de Maistre, come egli scrisse al duca di Brunswick nel 1782, uno strumento per propiziare l’unità tra le diverse confessioni cristiane. Non è ben chiaro quanto egli si sia spinto oltre nell’iniziazione: non troppo se si dà retta a René Guénon, che espresse questa idea in un articolo pubblicato sulla rivista Ignis nel 1925, ora raccolto negli Studi sulla Massoneria e il compagnonaggio.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di marzo 2021

In ogni caso il fatto non fu irrilevante: se è stato enfatizzato più del dovuto l’influsso di Louis Claude de Saint-Martin, è comunque possibile rintracciare nel pensiero demaistriano elementi che potremmo definire di «esoterismo cattolico». Non è un caso che un altro cattolico dai vasti interessi come Alfredo Cattabiani, tra gli altri, abbia individuato nel personaggio del Senatore delle Serate di San Pietroburgo (1821), capolavoro letterario di de Maistre, l’alter ego «esoterico» dell’autore, la cui controfigura pubblica ed «essoterica» è invece notoriamente il personaggio del Conte. Ambientato nell’allora capitale russa, dove De Maistre trascorse ben 14 anni come ambasciatore sabaudo, questo classico del pensiero europeo…

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