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L’Italia rimpatria in Turchia un’antica stele funeraria romana

by Andrea Bonazza
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Roma, 3 mag – Più volte in questa rubrica vi abbiamo raccontato di restituzioni di opere d’arte e reperti antichi tra Stati. Ebbene, lo scorso venerdì l’Italia ha restituito alle autorità turche l’ennesimo reperto archeologico misteriosamente finito sul mercato nero. Si tratta di una stele funeraria, risalente al II secolo e recante un’iscrizione d’amore dedicata dal coniuge della donna morta. Dalle indagini dei del Carabinieri di Venezia per la Tutela del Patrimonio Culturale, gli investigatori hanno stabilito che l’opera è stata trafugata illegalmente nel sud-est della Turchia. Esportato illegalmente da una zona ai confini con la Siria, negli ultimi anni passaggio e teatro di scorribande delle frange più estreme del terrorismo, il prezioso oggetto è finito infine in una casa privata a Firenze, dopo essere stato acquistato in Francia.

Italia all’avanguardia nel rintracciare opere d’arte e archeologiche

Il Nucleo dei Carabinieri che si occupa di rintracciare reperti e opere d’arte per la tutela del patrimonio culturale italiano, da decenni è all’avanguardia nella restituzione delle opere artistiche e archeologiche, esportate senza permesso, ai loro legittimi proprietari dei Paesi di provenienza. Gli sforzi degli investigatori dell’Arma, negli anni hanno ovviamente portato però anche al rimpatrio in Italia di centinaia di opere d’arte e manufatti da prestigiosi da musei e da collezionisti privati ​​di tutto il mondo.

Quell’antico amore che ritorna alla sua terra

L’antica opera in pietra calcarea, scovata nell’abitazione fiorentina, raffigura una nobildonna romana, con indosso un velo e una tunica, e con la mano destra posata sul seno sinistro. Sotto il busto che raffigura il defunto, si legge un’iscrizione in greco antico, “Satornila, la moglie che ama suo marito, addio!”. La stele risale alla metà del II secolo ed è stata scavata ed esportata illegalmente nei pressi dell’antica necropoli di Zeugma, vicino a Gaziantep, nell’attuale Turchia sud-orientale. Zeuguma, antico insediamento greco sul fiume Eufrate, fu fondata intorno al 300 a.C. da Seleuco Nicatore, un generale di Alessandro Magno, e successivamente divenne parte dell’Impero Romano. La stele è stata consegnata all’ambasciata turca in Italia per poter essere finalmente rimpatriata in Turchia, così che possa tornare a ricongiungersi idealmente con le ossa degli avi che la scolpirono.

Andrea Bonazza

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