La natura stessa di questa rubrica, il cui nome è Nemef – contrario di Femen – ci ha portato a trattare dei temi più disparati, ma con l’accento sempre posto su una visione della donna classica e atemporale in alternativa al modello femminile dominante. Non essendo quindi una rubrica femminile o, ancora peggio, femminista, ha provato a porre le buone domande in modo complementare, tenendo cioè in conto anche la controparte maschile dell’universo.

Si è spesso parlato delle tante aggressioni subite dalle donne europee e perpetrate da uomini extraeuropei, e di come tali fatti siano sempre sottostimati e non trovino espressione sulla stampa mainstream. Abbiamo provato a sottolineare l’ipocrisia e l’incoerenza dei nuovi movimenti femministi, dal MeToo alle crociate nostrane contro i femminicidi, passando per le battaglie a favore delle quote rosa.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di dicembre 2021

Tutti i segnali sono quindi contro di noi, e appositamente usiamo la parola «noi» (pronome personale maschile e femminile), per includere il maschio e la femmina in questa avventura terrena. Dai vip di Instagram al mondo della moda, dai musicisti emergenti ai coming out improbabili, a perderci sono indubbiamente la donna e l’uomo europei, classici – ellenici, se vogliamo – e atemporali. O “del Medioevo”, come è costume adesso descrivere qualcosa di arcaico, buio, grezzo e intollerante.

Medioevo: un periodo di rinascista (e di ragione)

La parola fa pensare immediatamente ai talebani in Afghanistan o a chi è contro il green pass, ad esempio. Ma il Medioevo è tutt’altro, noi lo sappiamo: un periodo di rinascita artistica e culturale in cui sorgono le cattedrali, nascono castelli e cavalieri, e viene introdotta la ragione così riunita con la fede nella filosofia scolastica.

Senza uscire fuori tema, ci chiediamo se l’uomo, dopo esser stato vilipeso, vessato, accusato di tutte le turpitudini possibili, debba continuare a proteggere la donna. Quella stessa donna che lo ha voluto annientare, fluidificare, castrare, salvo poi accogliere a braccia aperte tutti quei maschi, loro sì, virili e aggressivi, provenienti dal Terzo mondo. Quella donna per cui il maschio bianco deve rinunciare a tutti quei comportamenti che in origine erano comunque dettati da un bisogno protettivo e tribale nei confronti della «femmina del villaggio», e che sono rimasti nel Dna del tipo europeo, mentre, contemporaneamente, arriva a giustificare…

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