Pubblichiamo, per gentile concessione degli autori, la premessa de Marinai su per le montagne. Il Battaglione “Uccelli” della Divisione “San Marco” sulla Linea Gotica nelle voci dei suoi Marò, 1944-1945, libro di Davide Del Giudice, con la collaborazione di Andrea Lombardi, edito da Italia Storica [IPN].

Marinai su per le montagne

Era il 26 settembre 1993, presso l’oratorio di San Rocco a Palleroso in Garfagnana, vecchia fureria sul fronte della “Monterosa”, restaurato nel 1970 dall’Architetto Paolo Caccia Dominioni. Lo ricordo come un giorno di sole, con quell’aria d’autunno come ormai non accade più. Duecento veterani delle quattro divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano, della GNR, ma anche alcuni parà di El Alamein, legionari d’Africa della Milizia, vecchi marinai ed aviatori, gremivano il cortile, si abbracciavano, montavano fieri i labari sistemando i medaglieri. Si festeggiava il cinquantenario dall’inizio della loro “grande avventura”, la fondazione ufficiale della RSI. Era il canto del cigno delle grandi adunate in Garfagnana, ma noi allora ventenni non potevamo saperlo e si ammirava un tale spiegamento di forze, quei settantenni ancora energici, richiamati anche dalla presenza della moglie del Generale Carloni che del marito aveva sicuramente ereditato la capacità oratoria fatta di patriottismo sgorgante dal cuore, le sue crepitanti parole crearono una generale empatia e commozione.
Fu lì che conobbi Mario Abriani, emanava una simpatia naturale e il suo sguardo deciso ti faceva capire di che pasta fosse stato nel 1945.
Le sue poche parole di esordio le ricordo come fosse ieri.

Sono stato comandante del presidio misto di Marò e Bersaglieri sulla Quota 497 del Monte Faeto. Arrivai al fronte direttamente dalla Scuola Allievi Ufficiali della GNR, fui accompagnato sull’altura e sbrigativamente salutato: “Quello è il bunker comando”. Non c’era nessuno in realtà ad attendermi. Il luogo appariva deserto. Mi affacciai all’ingresso del piccolo antro, non lontano era un corso un bombardamento che minacciava l’area. Trovai raggomitolati all’interno i Bersaglieri della Divisione “Italia” che avevano lasciato le loro buche e si erano riparati lì. Estrassi la rivoltella e dissi loro: “Potete salvarvi dalle bombe ma non da questa, fuori in posizione!”.

Questo era lo spirito che animava i fanti di marina del II Battaglione del 6° Reggimento della Divisione “San Marco”. Ne ebbi ripetuta riprova negli anni seguenti, incontrandoli, intervistandoli, tornando con loro sulle trincee del fronte, ormai invase d’erba o presso i capisaldi costituiti dalle secolari case di pietra garfagnina: Case Foce, Pozza, Case Croce…
La loro esperienza militare si era bruscamente arrestata nell’aprile 1945, ma in quei pochi mesi di fronte si erano distinti sul campo in modo particolare. Appresi storie di eroismo, umanità, talvolta anche di viltà – è inevitabile– da far battere il cuore. Avessero vinto la guerra oggi sarebbero vicende studiate nelle scuole.
Come da testimonianza riportata nel presente libro, il Colonnello Chiari, già comandante di Reggimento nella Divisione “San Marco”, riferisce che nel dopoguerra aveva parlato con un ufficiale americano stazionato nella base militare USA presso la Caserma Ederle di Vicenza. Lo statunitense gli disse che avevano incontrato strane truppe italiane sul fronte della Garfagnana, che incredibilmente erano passate all’offensiva la notte di Natale, in inferiorità numerica, senza carri ed aviazione. Avevano respinto le truppe della “Buffalo” che ne impararono a temere la presenza, annunciata dalle loro mostrine rosse. Li chiamarono “i diavoli rossi”.

Questo libro raccoglie le parole che mi dissero, le emozioni che mi comunicarono e la loro Memoria.

Davide Del Giudice

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