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Roma, 28 nov – E’ surreale e decisamente disgustoso, ma c’è ancora chi prova a giustificare le marocchinate incolpando i soldati italiani di precedenti crimini commessi nei confronti dei soldati francesi. Come se stupri, massacri e atroci torture fossero in qualche modo legittimati per vendetta.

“Quando partecipiamo a dibattiti e conferenze – ha dichiarato a tal proposito Emiliano Ciotti, presidente dell’associazione nazionale vittime delle marocchinate – ci imbattiamo in personaggi che si arrampicano sugli specchi per giustificare o negare le marocchinate, che iniziarono nel luglio del 1943 con lo sbarco in Sicilia per poi propagarsi come un’epidemia in Campania, Lazio, Toscana e lambire anche Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna. Ovunque passarono i coloniali francesi – ha precisato Ciotti – seminarono morte, dolore e distruzione, con migliaia di donne italiane di ogni età picchiate, violentate e uccise; centinaia di uomini e bambini stuprati e spesso soppressi perché cercavano di difendere l’onore e la vita di sorelle, spose e madri; ruberie, razzie, furti di ogni tipo, incendi e devastazioni”.

Le fake news anti-italiane

Tra l’altro “i presunti crimini di guerra compiuti dagli italiani sono spesso frutto di propaganda e disinformazione – ha specificato Ciotti – recentemente abbiamo rinvenuto presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma diversi documenti”. Del lavoro di ricerca svolto dall’associazione in questione abbiamo già parlato su questo giornale, ma quanto ritrovato negli archivi mostra non soltanto le atrocità compiute dai soldati africani inglobati nelle truppe francesi, serve anche a smentire le fake news storiche di chi prova a sminuirle.

“La prima bufala – ha detto Ciotti – è quella di aerei italiani che avrebbero mitragliato le colonne di profughi francesi in fuga. Questa falsità venne già contestata nel 1944, 1945 e 1946 dalle autorità italiane, ma i francesi continuarono a propagare questa notizia. I testimoni oculari di questi mitragliamenti sostenevano che gli apparecchi incriminati recavano sotto le ali la coccarda verde, bianca e rossa, mentre gli aerei italiani del giugno 1940 avevano i fasci littori sotto le ali come distintivo. La seconda bufala è che i coloniali francesi in Ciociaria avrebbero addirittura scortato alle loro case i profughi costretti a scappare durante l’avanzata del fronte. A noi risulta che le colonne di sfollati furono sistematicamente attaccate dai magrebini francesi, che violentarono le donne e razziarono le poche cose che gli italiani avevano con sé”.

“Infine – ha concluso Ciotti – i francesi nella zona delle Alpi marittime eseguirono oltre 250 esecuzioni sommarie e illegali rimaste impunite. In particolare, dieci detenuti nel carcere di Antibes, nove erano italiani, furono trascinati fuori dalle celle e fucilati senza processo. Inoltre, i francesi arrestarono cinquemila italiani, ai quali venne riservato un trattamento così inumano che la Croce Rossa francese dovette protestare energicamente”.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. Mi domando, perplesso: chissà cosa facevano e a cosa pensavano i circa 76.000 appartenenti al cosiddetto “esercito co-belligerante” del fantomatico Regno del Sud mentre paracadutisti tedeschi e GNR si facevano massacrare nel tentativo di impedire che la catastrofe avesse inizio…

  2. Mi domando anch’ io, in democrazia o meno, quando lasci la corda o favorisci i “bassi istinti” cosa possono saltare fuori se non porcate terribili? Abbiamo letto “Musica per lupi” autore Dario Fertilio?! Non c’è bisogno di leggere altro, Vi garantisco. Ben oltre Primo Levi, oltre Gianfranco Stella… Riflettiamo sulla nostra e altrui reale qualità personale e, nel caso, siamo realmente orgogliosi di noi stessi!! Da qui nasce la nobiltà di pensiero, di azione e tutto il resto, individualmente e collettivamente possibile.

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