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Roma, 28 nov – Beppe Grillo si è svegliato e dopo giorni di silenzio politico (eccetto alcuni post estemporanei su tecnologia ed ecologia) è tornato a cinguettare su Twitter. Il garante e fondatore del M5S ha tuonato così: “#Autostrade Story è la storia della concessione autostradale ottenuta dai #Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali. Condividete il più possibile queste informazioni. E’ tempo di cambiare”. Un attacco con tutta evidenza al gruppo Atlantia della famiglia Benetton. Grillo ha pubblicato inoltre sul suo blog la prima puntata di “Autostrade story”, leggibile anche sul blog delle Stelle, per ripercorrere appunto la storia della concessione autostradale ottenuta dai Benetton vent’anni fa.

Un modo dunque per chiedere che venga revocata la concessione, così come auspicato stamani da Luigi Di Maio: “Speriamo di poter vendicare le vittime del ponte Morandi e speriamo di poter togliere le concessioni a questi signori, che non hanno fatto le manutenzioni, il prima possibile”, ha detto infatti il leader pentastellato a Radio Anch’io su Radio1 Rai. Tra un auspicio e l’altro, i Cinque Stelle si stanno quindi scuotendo dal torpore? Si sono accorti di essere al governo e di poter di conseguenza prendere decisioni? Non proprio, visto che rispetto a un anno fa la posizione dei pentastellati sembra in realtà essersi ammorbidita.

Quando il M5S parlava di nazionalizzazione

Certo, sono tornati a chiedere la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, ma senza parlare di nazionalizzazione. Sono dunque lontani i tempi (giugno 2018) in cui Danilo Toninelli, all’epoca ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, rilasciava queste dichiarazioni: “Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e degli obblighi convenzionali, valutando di volta in volta se l’interesse pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione oppure dalla rinegoziazione dei contratti in essere in modo che siano meno sbilanciati a favore dei concessionari”.

Non si dovrebbero attendere drammatici crolli stradali per tenere il punto, basterebbe un minimo di coerenza decisionista. Merce sin qui piuttosto rara da reperire in casa Cinque Stelle. Salvo piacevoli svolte in questo senso, Beppe Grillo dovrebbe allora ripercorrere un’altra storia: quella della mancata nazionalizzazione delle autostrade.

Eugenio Palazzini

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