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Roma, 9 apr – Michela Murgia: il solo nome evoca polemiche sterili e chiassose. Questo lei lo sa e infatti dopo le critiche ricevute un po’ da tutte le parti relativamente alle sue opinioni sulla presenza “scenica” del generale Figliuolo proferita a DiMartedì torna sull’argomento per buttare nuova benzina sul fuoco e riscoprirsi libertaria in questo Stato militarizzato.

Michela Murgia e i problemi con la divisa

Due sere fa Michela Murgia era ospite di Giovanni Floris e parlando del generale Paolo Figliuolo, nomnato da Drarghi commissario straordinario del piano vaccinale, ha detto che «gli unici uomini che ho visto in divisa davanti alle telecamere che non fossero poliziotti che stavano dichiarando un arresto importante, sono i dittatori negli altri Paesi».

Nuova benzina sul fuoco del “linguaggio”

La scrittrice anche nota per l’invenzione del Fascistometro dice: “Chiariamo: non volevo assolutamente essere provocatoria. Floris mi ha chiesto di interpretare semiologicamente le frasi del generale. E io ho semplicemente detto che era un linguaggio da guerra. Che quel linguaggio non mi rasserena. E che affidare le vaccinazioni a un generale che veste la divisa è un forte atto simbolico”.

Ma la Murgia quando le regole puniscono gli altri che fa?

E continua, Michela Murgia, riscoprendo improvvisamente che dall’emergere della pandemia di coronavirus viviamo, nei fatti, in uno stato di polizia: “Un anno fa, quando eravamo tutti chiusi in casa per il lockdown, inseguivano i podisti con i droni. Si è visto un elicottero correre dietro un tizio sulla spiaggia. Nelle strade c’erano solo divise. E si è arrivati alle pattuglie di militari che controllavano le buste della spesa, per vedere se c’erano fondati motivi per uscire di casa. Siamo stati tutti militarizzati con una invasione della nostra privacy”. Tutto puntuale  e condivisibile, ma dove è la Murgia quando i ristoratori scendono in piazza per protestare e vengono manganellati, quando vengono multati per un caffé in vetro o in occasione delle mille assurdità di questo protocollo di sicurezza? Probabilmente si stava facendo i gargarismi col concetto di linguaggio sessista. Oppure, non voleva dare “fastidio” a Conte.

Ha capito tutto grazie a un … selfie

Anzi, a ben ricordare, c’è stato un momento in cui per comodità sua personale Michela Murgia “tifava” per le rigide regole che hanno accompagnato il primo lockdown. Ricordate quando la scrittrice sarda era felice per gli aerei e i treni vuoti tutti per sé? E’ stato così fino a quando, come un po’ tutti gli italiani, la pasionaria femminista ha capito che non sarebbe finito tutto molto presto: lei, però, essendo una “intellettuale”, avrebbe dovuto riflettere un po’ di più e meglio sulle derive di questo atteggiamento autoritario prima di goderne. Ha smesso di apprezzare il pugno di ferro dei Dpcm quando è stata quasi multata per un innocente selfie, come la più scialba delle teenager.

E poi si lamenta di essere “strumentalizzata”

“Non mi meraviglia però se quelli di destra mi strumentalizzano. Salvini, poi, si sa che ama le divise. Le metteva anche quando non poteva”, dice ancora Michela Murgia, perfettamente conscia – dato che studia i linguaggio – di fare bieche provocazioni: “Io dico cose ovvie, e subito la destra insorge chiedendo di far chiudere la bocca a una scrittrice che fa il suo lavoro, cioè interpreta i linguaggi. Non mi pare normale, poi, che mi rispondano tre segretari di partito e una sottosegretaria”. E’ normalissimo, invece, persino scontato in una realtà completamente modificata in nome della “sopravvivenza” al coronavirus. Non si mette in discussione il parere degli esperti. Ma questo non la faccia sentire troppo ribelle: non sa neanche, tra un sintagma citato ad minchiam ed un altro, a che cosa si sta ribellando.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Già . . . chi tocca il Generale muore ! E’ come chi tocca i fili dell’alta tensione !
    Subito scatta la solidarietà dei Corpi d’armata a difesa dell’onore Militare ( che non s’ho perchè si sentono così imbarazzati da qualcuno che credono li abbia infettati . . manco fosse il Covid 19 !
    Quello che invece non si spiega è il come mai il Grande ingenere dell’Esecutivo abbia scelto un Militare della logistica per debellare l’Epidemia e non un Generale del Genio ! E . . poi . . certo è che chi fa attivare l’Esercito si vede ch’è alla canna del Gas e non si fida nemmeno dei Virologhi e nemmeno degli Scienziati che gli stanno a circolo. E poi come si farebbe se in Italia non ci fossero gli Alpini ?

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