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Bergamo, 9 apr –  Ranieri Guerra, numero due dell’Oms, il 5 novembre dichiarò ai pm che il piano pandemico non doveva essere aggiornato perché non c’erano state “variazioni epidemiologiche” né “indicazioni da parte dell’Oms di variazione”. Invece, c’erano state -e molteplici volte.



Ranieri Guerra, l’Oms e il caos del piano pandemico

Sulle caos attorno al piano pandemico italiano i magistrati alzano il tiro su Ranieri Guerra. Già direttore della Prevenzione al ministero della Salute fino all’autunno 2017 poi assistente del direttore generale dell’Oms in Italia dal marzo 2020 nonché membro del Comitato tecnico scientifico prima del recente riordino dell’organismo deciso dal governo Draghi, Guerra è indagato per false informazioni al pm.

“Piano pandemico non andava aggiornato”, ma …

Ranieri Guerra avrebbe dichiarato, il 5 novembre scorso,  che il piano pandemico antinfluenzale italiano (risalente al 2006) non doveva essere aggiornato perché non c’erano state “variazioni epidemiologiche” né “indicazioni da parte dell’Oms di variazione del piano”. L’ufficio guidato dal procuratore Antonio Chiappani e dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, osserva invece che c’erano state l’influenza suina A(H1N1) nel 2009 e la Mers nel 2012 e soprattutto le nuove linee guida dell’Oms nel 2013 e nel 2017 e quelle della Commissione e del Parlamento europeo nel 2019 e ancora nel 2013.

Gli altri indagati e le altre accuse

La versione ufficiale, confermata anche dal ministro della Salute Roberto Speranza ai pm di Bergamo, è che il piano del 2006 riguardava l’influenza e dunque non era applicabile al Covid-19. Il ritardo italiano circa la preparazione degli ospedali non è detto, quindi, che sia un reato. Tra gli altri indagati vi sono numerosi responsabili della sanità bergamasca e lombarda. I reati sono epidemia colposa e falso ideologico in atto pubblico per la gestione dell’ospedale di Alzano Lombardo (Bergamo).

Il rapporto Oms stampato e “sparito”

Ranieri Guerra, però, è incappato nell’ipotesi di reato per false informazioni al pm  anche in merito alle circostanze in cui fu approvato e poi ritirato il rapporto sulla prima ondata del coronavirus Italia- Fu realizzato da un gruppo di ricercatori  facenti capo al dottor Francesco Zambon dell’ufficio Oms di Venezia. Il rapporto fu stampato, pubblicato e scomparso nel giro di poche ore all’inizio di maggio 2020. Definiva “caotica, improvvisata e creativa”  la reazione del sistema sanitario italiano di fronte alla pandemia. A causa di questa prima reazione, secondo il rapporto, tuttora da noi si registra una mortalità  superiore a quelli di altri Stat dell’Unione europei. Questa recensione non è piaciuta al ministero della Salute e all’Iss.

Ranieri Guerra. “Ho detto quello che sapevo”

Ma non finisce qui: la Procura di Bergamo ha inoltrato una richiesta di assistenza giudiziaria alla sede centrale dell’Oms di Ginevra, formulando una serie di quesiti sull’aggiornamento dei piani pandemici, e sulle “autovalutazioni” (tutte ovviamente positive) che il governo italiano mandava all’Organizzazione  all’inizio del 2020. Ranieri Guerra ne è informato: “Ho chiesto informazioni all’ufficio legale, ma non ne conosco il contenuto”, ha dichiarato al Fatto quotidiano “Quando sono stato convocato ho detto tutto quello che sapevo allora, di molte altre cose non avevo conoscenza, compreso il piano pandemico anti-Covid di cui non sapevo e altre informazioni che non conoscevo prima di fare l’accesso agli atti. Sono molto addolorato di questa vicenda. Devono chiedere al direttore regionale dell’Oms Hans Kluge, che ha dichiarato di aver deciso il ritiro: non ho nessuna autorità in questo senso”.

Ilaria Paoletti



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