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Stoccolma, 7 ott – Partiva sfavoritissimo, tanto che i bookmaker non lo avevano neanche quotato. Eppure, il premio Nobel per la letteratura 2021 se l’è aggiudicato proprio lui, lo scrittore tanzaniano Abdulrazak Gurnah. Ma come ha fatto un outsider come lui a conquistare questo esclusivo riconoscimento? La motivazione fornita dalla Reale Accademia di Svezia ci aiuta a fugare tutti i dubbi: Gurnah è stato insignito del Nobel per la letteratura “per la sua intransigente e compassionevole comprensione degli effetti del colonialismo e del destino dei rifugiati nel divario tra culture e continenti”.



L’immigrazionismo paga

Stando alla giuria, dunque, a pesare nell’assegnazione del Nobel per la letteratura 2021 sono stati in particolare i temi trattati nei romanzi di Gurnah, i quali “rifiutano le descrizioni stereotipate e aprono il nostro sguardo su un’Africa orientale culturalmente diversificata, sconosciuta a molti in altre parti del mondo”. Insomma, scrivere bene paga. Ma scrivere dei temi “giusti”, come migrazioni e anticolonialismo, paga decisamente meglio: può fruttare, tanto per dire, nientemeno che un premio Nobel. Oltre che, beninteso, una medaglia d’oro e 10 milioni di corone svedesi (circa un milione di euro).

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Chi è Gurnah, vincitore del premio Nobel per la letteratura

Ma chi è di preciso Abdulrazak Gurnah? Classe 1948, il fresco vincitore del premio Nobel per la letteratura è nato in Tanzania, e più precisamente sull’isola di Zanzibar, per poi emigrare da giovane nel Regno Unito, dove tuttora risiede e lavora. È stato docente di letteratura inglese presso l’Università del Kent, dove ha condotto anche corsi di studi postcoloniali, una delle materie più ideologizzate da poco introdotte negli atenei anglosassoni. Gurnah ha all’attivo dieci romanzi e una serie di racconti. Tra le sue opere più famose figurano Il disertore, Sulla riva del mare e Paradiso, tutti tradotti in italiano da Garzanti. Aggiudicandosi il premio Nobel per la letteratura, lo scrittore tanzaniano ha vinto la concorrenza di candidati ben più quotati come il giapponese Haruki Murakami e la francese Annie Ernaux.

Elena Sempione



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