Roma, 10 ott – La letteratura è una cosa seria, ma la ricetta per il premio Nobel perfetto è semplice: prendete una storica militante di sinistra, femminista ed ecologista. Aggiungetele un po’ di scapigliatura, possibilmente dei dreadlocks, e come ciliegina sulla torta spruzzateci sopra una manciata di frasi strappalacrime sugli immigrati. Stiamo ricorrendo a ironiche iperboli fuori luogo? Ma no, stiamo esattamente parlando della 57enne scrittrice polacca Olga Tokarczuk, fresco premio Nobel per la Letteratura 2018.


Due premi Nobel

Il premio è stato assegnato anche, per il 2019, al drammaturgo e saggista austriaco Peter Handke. Ma non si tratta di una vera e propria anomalia, quest’anno infatti i premi da assegnare erano due, fatto che non accadeva da settanta anni. Il motivo è presto detto: lo scorso anno si verificò una serie di dimissioni tra i giurati dell’Accademia svedese che assegna il Nobel a causa dello scandalo che travolse il regista franco-svedese Jean-Claude Arnault, marito di un membro della Commissione e gestore di un progetto culturale finanziato dall’Accademia stessa. Arnault venne accusato di molestie sessuali nei confronti di 18 donne e poi successivamente condannato per stupro. La moglie, la poetessa Katarina Frostenson, fu allora costretta a lasciare la Commissione.

Nulla a che vedere ovviamente con l’assegnazione odierna dei due premi Nobel per la Letteratura. E non ci permettiamo certo di giudicare il valore della scrittrice polacca, è semmai la motivazione dell’Accademia che le ha conferito il prestigioso premio a colpire: è stata scelta “per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta il superamento dei confini come una forma di vita”. Quando si dice il caso insomma.

Il fato ideologico

Qualcuno nota aspetti strettamente ideologici che possano aver spinto i giurati a scegliere proprio questa grande autrice? Suvvia, non ci vorrete dire che la questione del “superamento dei confini” è pregna di attualissima retorica immigrazionista? Ma no, in fondo Tokarczuk, che è tra l’altro membro del Partito dei Verdi polacco, ci ha regalato anche altre perle letterarie. Qualche esempio: “I vagabondi”, un bel romanzo che ci racconta storie di vite nomadi; una rilettura femminista del mito sumerico della dea Inanna e un bel “Che Guevara e altri racconti”. Rasta siempre, Accademia svedese.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. Lev Tolstoj all’inizio del novecento non ha ricevuto il premio nobel per la letteratura che ora ha ricevuto Olga Tocarzuk …
    Due presidenti americani: Carter ed Obama hanno vinto il premio nobel per la pace …
    Sicuramente è un riconoscimento straordinario per alcuni scienziati, studiosi ma è anche purtroppo uno strumento politico.
    Certo che diventerebbe un premio alla satira se quest’anno lo prendesse la ragazzotta svedese, la merkel , un ministro dell’Arabia Saudita …

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