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Roma, 24 mar – Tenetevi pronti, si appresta ad arrivare una nuova ricorrenza Lgbt, l‘International Transgender Day of Visibility (31 marzo) quindi saranno molte le multinazionali a tentare di farsi belle per l’occasione: Pantene ha realizzato uno spot ad hoc. Protagonista una bambina trans e le sue due madri lesbiche.



Pantene, bimba trans e madri lesbiche

Lo spot Pantene (perché la comunità Lgbt è sempre così discriminata da avere i migliori sponsor), si chiama Sawyer & Ashley sul potere della visibilità, una bambina trans di nome Sawyer racconta la sua storia insieme alle madri lesbiche Ellie e Ashley. “Dico sempre a Sawyer di non nascondere mai chi sia veramente, di non avere mai paura di uscire ed esistere come la persona che è”, dice una delle mamme della minorenne “Sawyer è una ragazza transgender. Ricordo la prima volta dopo aver fatto coming out, indossava gli abiti che voleva, i suoi capelli. Era più o meno sé stessa, quello è stato il primo giorno in cui l’ho vista. È sempre stata super creativa, i capelli sono stati una parte importante della sua transizione”. “Una volta che ci ha detto che si identificava come una bambina, ha subito voluto farsi crescere i capelli”, perché l’importante nella propria diversità è ribadire il legame con uno shampoo.

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“Tutti amano tutti” i diritti di una minorenne

“Il nostro motto di famiglia è: Tutti amano tutti non importa quale percorso segui“, dichiara la piccola trans. “Significa che posso essere chi sono, non importa cosa. Non importa perché tutti mi amano per quella che sono. Il mio consiglio è di essere sè stessi e di non lasciare a nessuno di dirvi chi siete”. Già, perché alla sua età siamo certi abbia già chiarissimo cosa vuole nella vita, e l’avere due madri lesbiche e attiviste, sicuramente, non la sta condizionando nel suo voler essere trans. Aspettiamo di rivederci tra qualche anno, Ashley.

La lunga “lotta” di Procter & Gamble

Come per un’iniziativa simile dello scorso anno, Pantene donerà 1 dollaro all’organizzazione LGBTQ Family Equality (fino a $ 100.000) per ogni foto di famiglia condivisa utilizzando l’hashtag #BeautifuLGBTQ sui social media. Hashtag ovviamente collegato al brand, parte della multinazionale Procter & Gamble, che non perde l’occasione sia di fare autopromozione sia di “convincere” i consumatori a sponsorizzare un’iniziativa Lgbt che poteva tranquillamente ricevere la beneficienza del colosso dei prodotti per il corpo e per la casa senza tanto battage pubblicitario. Ma nasce come il sospetto che i diritti poco c’entrino con queste astute campagne commerciali.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. La Pantene cominci a dirci l’ evoluzione nei decenni della composizione dei suoi shampoo, piuttosto di far fumo intorno alla denominazione. A partire dalla formaldeide…, manco la testa fosse un pavimento immondo!

  2. una coppia di lesbiche dichiarate,
    un figlio della provetta e della scienza….
    e una educazione lgbt.
    cosa può mai andare storto?

    immagino che presto cominceremo a contare i morti,quando MOLTI,di questi figli arcobaleno scopriranno di essere stati plagiati sin da neonati…
    e di avere dei danni psicologici di cui difficilmente si libereranno.

  3. Da notare però come tutti questi attivisti LGBTQAIPK+ girino alla larga da prodotti umili, tipicamente ad uso e consumo esclusivo dei maschi eterosessuali.
    Vedi alla voce grasso per motori, concime per i campi, attrezzature per le officine e la fonderia. Perché per loro sembra che solo i maschi eterosessuali debbano abbassarsi a sporcarsi le mani e sudare lavorando.
    Troppo comodo dichiararsi diversi per sfuggire alle responsabilità ed alle fatiche.

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