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Piramide sottomarina al largo delle Azzorre: riaffiora il Mito di Atlantide

by Carlomanno Adinolfi
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Piramide

Alta quasi 60 metri, con una base di circa 8 mila metri quadrati, quasi 90 metri per lato, perfettamente allineata con i quattro punti cardinali. È la misteriosa piramide scoperta a 40 metri di profondità sotto la superficie  dell’oceano Atlantico, tra le isole di São Miguel e Terceira dell’arcipelago delle Azzorre, nei pressi del vulcano sottomarino Dom João de Castro Bank. Scoperta che ovviamente ha fatto riaffiorare il mito di Atlantide, la mitica isola che secondo Platone si trovava proprio nell’oceano Atlantico e che si inabissò in un giorno e una notte. Non è la prima volta che le Azzorre finiscono nel mirino dei ricercatori di Atlantide: queste isole lontanissime da qualunque terra ferma – più di 1500 chilometri dal punto più vicino del Portogallo – erano già popolate migliaia di anni prima dell’arrivo dei primi portoghesi nel XV secolo e il ritrovamento di precedenti strutture quasi piramidali costruite con un orientamento astronomico già aveva fatto pensare alla presenza di civiltà avanzate misteriosamente scomparse. Alle soglie del XX secolo poi erano stati trovati sotto la superfice oceanica dei frammenti di tachilite, una lava vetrosa che si forma esclusivamente sopra il livello delle acque e in ambiente atmosferico, scoperta che ha da subito alimentato sospetti di inabissamenti  e collegamenti con Atlantide.
Secondo il mito Atlantide, come ogni isola primordiale e iniziatica, rappresenta il dominio sulle acque, ovvero il dominio su se stessi, sulla propria mente, sui propri istinti primordiali, sull’ego. E l’inabissamento avrebbe invece significato l’aver perso questa centratura ed aver quindi ceduto a tutto ciò che andrebbe dominato. Il fatto che presunte vestigia atlantidee possano riaffiorare proprio ora, per molti rappresenta il fatto che siamo vicini alla fine di un’era, proprio come all’epoca dell’inabissamento dell’isola. Per molti rappresenta un monito, come a dire che il motivo dell’inabissamento dell’isola si sta ripresentando nel mondo moderno in cui l’ego e la difesa delle proprie comodità sono gli unici istinti che muovono le persone, un mondo dove il mercato è stato eretto a principio e motore della civiltà attuale, principio a cui tutti i popoli devono inchinarsi anche a costo di morire.

Ma chissà, per chi crede che il mito di Atlantide abbia anche un altro significato, quello del Centro Spirituale che si occulta al mondo umano, proprio come la tolkieniana Valinor o l’arturiana Avalon o la greca Thule, per non parlare di Agarthi, questa scoperta può essere un altro monito, ovvero il bisogno di archeologia spirituale che possa andare fino in fondo alla materia primordiale rappresentata dalle acque, caotiche ma ricche di misteri e “tesori”, e riportare alla luce quel che è perduto e che, riaffiorato, possa tornare ad essere Centro che domina le acque, Centro che ha bisogno di essere rinnovato e ripristinato per sanare la frattura che ha spezzato l’uomo.

Carlomanno Adinolfi

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1 commento

pietro 28 Aprile 2015 - 3:10

Qualora tutte queste belle informazioni fossero reali, tutto quanto da conferma alla versione biblica : il mare diventò terra e la terra diventò mare…detto ciò il nostro grande Dio è l’unica verità.
A presto

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