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Roma, 20 set – Erano crociati uccisi in Terra Santa nel XIII secolo durante uno scontro armato, probabilmente a colpi di spade e frecce stando alle ferite riscontrate sui resti. I loro resti, per l’esattezza di 25 soldati, sono stati ritrovati in Libano all’interno di due fosse comuni e subito analizzati nel castello di Sidone, sulla costa meridionale del Paese dei cedri.



I resti dei crociati rinvenuti in Libano

I corpi di alcuni di questi crociati sono stati ritrovati carbonizzati, dunque furono bruciati dopo essere stati gettate nella fossa. Altri furono invece decapitati, dopo essere stati catturati verosimilmente durante una battaglia. Una scoperta sensazionale, dal forte valore simbolico oltreché storico. Anche perché, come spiegato dagli archeologi che hanno riportato alla luce i resti dei 25 crociati in questione, “all’interno di una delle due fosse è stata trovata una grande varietà di manufatti dispersi tra le ossa umane e non umane”.

Si tratta di fibbie per cinture e accessori in lega di rame, oltre a un anello d’argento e a una punta di freccia in lega di rame. Gli archeologi hanno compreso che i resti ritrovati appartenevano a dei crociati proprio dalle fibbie per cinture tipicamente europee e da una moneta. “Tutti i corpi erano di maschi adolescenti o adulti, il che indica che erano soldati che hanno combattuto nella battaglia. Abbiamo rilevato tante ferite da arma”, fa notare Richard Mikulski della Bournemouth University, uno degli archeologi che ha lavorato agli scavi. “Il modo in cui erano posizionate le parti del corpo suggerisce che erano state lasciate a terra per qualche tempo prima di essere gettate in una fossa. La carbonizzazione su alcune ossa suggerisce che abbiano usato il fuoco per bruciare alcuni corpi”.

“Luigi IX ne seppellì i corpi”

“Distinguere così tanti corpi e parti del corpo mischiati ha richiesto molto lavoro, ma alla fine siamo stati in grado di separarli e guardare il modello delle ferite che avevano subito”, dice Martin Smith, collega di Mikulski.
Mentre secondo Piers Mitchell, dell’Università di Cambridge, “i documenti dei crociati ci dicono che re Luigi IX di Francia era in crociata in Terra Santa al momento dell’attacco a Sidone nel 1253. È andato in città dopo la battaglia e ha aiutato personalmente a seppellire i cadaveri in decomposizione in fosse comuni come queste”.

Alessandro Della Guglia



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3 Commenti

  1. Credo che s. Luigi IX avrebbe provveduto a far seppellire quei cavalieri con più dignità, piuttosto che farne buttare i cadaveri uno sull’altro.

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