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Censura woke per Roald Dahl, il papà di Willy Wonka: “grasso” e “nero” rimossi dai libri

by Cristina Gauri
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roald dahl

Roma, 20 feb — Nemmeno i libri di Roald Dahl sfuggono all’operazione di «revisione del linguaggio» e riscrittura dei classici perché possano risultare «inclusivi» e non traumatizzino gli animi sensibili dei bimbi moderni. Eppure siamo abbasta sicuri, ripensando alle lontane nebbie dell’infanzia che fu, di essere passati indenni dalla lettura di Charlie e la fabbrica di cioccolata, di non aver subito traumi di sorta e di non ricordare passaggi particolarmente lesivi della nostra sensibilità.

Anche Roald Dahl non passa indenne dalla tagliola woke

Secondo gli inflessibili revisori dell’editore Puffin, invece, le opere di Roald Dahl sono zeppe di contenuti offensivi che non tengono conto né dell’uguaglianza di genere né della lotta al bullismo e al bodyshaming. Sicché, fa sapere il Guardian, la casa editrice ha assunto alcuni «lettori sensibili» e li ha messi al lavoro sui testi dello scrittore inglese «papà» di Willy Wonka alla ricerca di contenuti, frasi o espressioni «problematiche» per riscriverle e  assicurarsi che tali libri «possano continuare ad essere apprezzati da tutti oggi».

Il colpo di spugna, o meglio, di scure, ha colpito principalmente le descrizioni dell’aspetto fisico dei personaggi. La parola «grasso» è stata tagliata da ogni nuova edizione dei libri di Roald Dahl, così come la parola «brutto», ha riferito il Daily Telegraph. Il pingue Augustus Gloop in Charlie e la fabbrica di cioccolato è ora descritto come «enorme». In The Twits, la signora Sporcelli non è più «brutta e bestiale» ma solo «bestiale». Perché «bestiale» è concesso mentre «brutto» no? Forse perché gli esimi censori si sono ritrovati davanti al rischio concreto di dover stampare un libro di pagine bianche?

Piccole modifiche

L’operazione non si limita alle centinaia di modifiche apportate ai testi originali, ma comprende anche l’aggiunta di alcuni passaggi che Dahl non si sarebbe mai sognato di scrivere. Nel rispondere alle inevitabili critiche suscitate da questa iniziativa, la Roald Dahl Story Company ha affermato che «non è insolito rivedere la lingua» prima di nuova ristampa e che si tratta di modifiche «piccole e ponderate con attenzione».

«Piccole» modifiche, come quelle apportate a The Witches, dove è stato aggiunto un paragrafo per spiegare perché le streghe sono calve sotto le loro parrucche: «Ci sono molte altre ragioni per cui le donne potrebbero indossare parrucche e non c’è certamente niente di sbagliato in questo». I terribili trattori del Favoloso mondo di Mr. Fox non sono più «neri», ma solo «mostri dall’aspetto brutale e assassino».

Gli immancabili termini neutri

O come in James and the Giant Peach. Nelle precedenti edizioni il Centipede canta: «Zia Sponge era terribilmente grassa / E tremendamente flaccida» e «Zia Spiker era magra come un filo / E secca come un osso». Entrambi i versi sono stati rimossi e al loro posto si legge: «Zia Sponge era una brutta vecchia bruta / E meritava di essere schiacciata dal frutto» e «Zia Spiker era più o meno la stessa / E merita metà della colpa». Secondo quale principio, poi, il termine «grasso» è considerato nocivo, mentre «brutto e vecchio» sono passabili? Sono stati infine aggiunti gli immancabili termini neutri rispetto al genere in alcuni punti: dove Charlie e gli Oompa Loompas della fabbrica di cioccolato venivano descritti come «piccoli uomini», ora sono «piccole persone». I Cloud-Men in James and the Giant Peach sono diventati Cloud-People.

Per questa imprescindibile revisione Puffin e la Roald Dahl Story Company si sono avvalsi dei servizi di Inclusive Minds, che il suo portavoce descrive come «un collettivo formato da persone appassionate di inclusione e accessibilità nella letteratura per bambini». Secondo Alexandra Strick, la co-fondatrice, assicura che in tal modo verrà garantita «una rappresentazione autentica, lavorando a stretto contatto con il mondo del libro e con coloro che hanno vissuto l’esperienza di ogni aspetto della diversità». La sensibilità di qualche figlio di liberal-progressista conta più dell’integrità di un’opera. Con buona pace dello scrittore inglese, che si starà rivoltando letteralmente nella tomba.

Cristina Gauri

 

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