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Salone del libro, Amorese (FdI): “Serve pluralismo, sinistra negò partecipazione a case editrici di destra”

by La Redazione
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Roma, 17 feb – Infuria la bufera sul Salone del Libro di Torino, alimentata dalle strumentali polemiche della sinistra, secondo cui la destra “vuole esercitare una forma di controllo” del prestigioso evento culturale che annualmente si tiene nel capoluogo piemontese. Già, la stessa sinistra che fece il diavolo a quattro per impedire – riuscendovi – la partecipazione della casa editrice Altaforte, adesso ciancia di “parte politica che vuole mettere le mani su un gioiello e considerarlo come un giocattolo di casa“. Esilarante presa di posizione dei gendarmi del pensiero unico, leggere – per credere – l’intero comunicato al riguardo di alcuni parlamentari di Pd e Più Europa. Bene ha fatto allora Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Cultura alla Camera, a intervenire precisando la necessità di un maggiore pluralismo.

Salone del Libro, chi impedì la presenza di Altaforte ora piange. L’intervento di Amorese (FdI)

“Molti dimenticano che il vero protagonista del Salone di Torino è il libro. La polemica sul Comitato editoriale è stucchevole e priva di senso. Nomi come Buttafuoco o Bruno Guerri non possono che portare un arricchimento e un valore aggiunto alla manifestazione. Non capisco dove sia il problema di maggiore pluralismo e maggiore equilibrio“, si legge nella nota di Amorese. “Non abbiamo dimenticato che, quando le decisioni venivano da altre parti politiche, fu negata la partecipazione a qualche casa editrice e nacquero problemi addirittura sui Paesi ospitati. Non vorrei che da parte della stessa parte politica possa partire un daspo preventivo per alcuni intellettuali e storici”, tuona il parlamentare di FdI. “Non si tratta, come da anni accade per un conformismo di potere, di una occupazione progressiva di posizioni ma una ricomposizione verso maggiore libertà e confronto”, chiosa Amorese.

La Redazione

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Primula Nera 17 Febbraio 2023 - 3:26

Purtroppo la “destra” (la chiamo così per comodità, perchè non credo che vi sia più la tradizionale contrapposizione destra-sinistra), sconta un grave ritardo nei confronti della cosiddetta “sinistra” ; per decenni, intellettuali di tutti i tipi(buoni e pessimi) hanno scelto il fronte progressista ,in quanto ritenuto più conveniente da frequentare, sebbene anche a destra vi siano (purtroppo poche…)personalità notevoli( ad esempio Pecchioli, Lamendola, Veneziani, etc). Un’egemonia culturale così forte(basterebbe vedere che quasi tutti i filologi più importanti appartengono alla stessa area culturale) non si cancella in pochi anni…ma bisognerà pur iniziare a provarci prima o poi…

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