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Roma, 15 giu – “La sinistra attacca il Festival di Todi perché da tempo ha perso il contatto con la realtà“: parola di Costanza Miriano, scrittrice e blogger che sarà ospite alla kermesse giovedì 17. “Alla sinistra dico: tornate nel mondo reale, venite a Todi Città del Libro, a guardarci negli occhi, a parlare, senza etichette, senza odio ideologico, con i piedi per terra“, aggiunge l’autrice di Niente di ciò che soffri andrà perduto – che presenterà al Festival di Todi – e di altri libri come Sposati e sii sottomessa, vero e proprio caso editoriale. In un colloquio con il Primato Nazionale, la Miriano lo chiarisce subito: “Io non sono un’autrice sovranista, è un’etichetta che con me non c’entra niente. Ma seppure fosse un festival sovranista, quello di Todi, non vedo quale sia il problema. E’ forse vietato?“.



Signora Miriano, dopo tutto il polverone alzato dalla sinistra, dall’Anpi e dagli antifascisti umbri contro il Festival “Todi Città del Libro”, di cui lei sarà ospite, qual è il messaggio per “Todi città dell’antifascismo”?

Black Brain

“Tornare nella realtà, che non è di destra né di sinistra. Tornare ad ascoltare, anche qualcuno come me, che ha qualcosa da dire, su cui confrontarsi, anche se non la pensa come loro. Tutti abbiamo il diritto di parola e di espressione. Dopo tutto il male che c’è stato in questo anno e mezzo di pandemia, evitiamo di farci del male inutile. Di accusarci inutilmente. E se qualcuno mi vuole definire di destra o sovranista, potrei anche arrabbiarmi e querelare. Mi sono stancata di queste etichette che la sinistra mette a chi non la pensa come loro. Non che ci sia qualcosa di sbagliato nell’essere sovranisti, sia chiaro. Semplicemente, io faccio altro, sono altro”.

Come si definisce, dunque?

“Io non lo so se sono di destra o di sinistra, io sono cattolica. Non seguo alcun schieramento politico ma se fare politica è andare tra la gente, viaggiare nel Paese, incontrare donne che sono come me, che pensano sia normale oltre che legittimo fare le mamme, allora sì: faccio politica. La faccio da tanti anni, con i miei libri e ascoltando i problemi dele persone. Ci sono tantissime donne che preferiscono crescere i propri figli al fare carriera da presidente di qualche società. Ma di questo nessuno ne parla, non fa notizia. Ecco, per la sinistra dire queste cose, o organizzare il Family Day, o far presente che leggi come quella sulle unioni civili – che ha interessato pochissime coppie – o peggio come il ddl Zan non sono prioritarie per il nostro Paese, è fascista. Io per loro sono fascista. Tutto questo è assurdo”.

Anche il Festival di Todi è fascista, secondo la sinistra…

“E’ veramente una follia. Da tanti anni ormai la sinistra occupa scuola, redazioni, centri di formazione di cultura di massa. E quindi tutto ciò dissente dalla loro narrazione è fascista. Questa loro isteria è un segnale di fragilità, forse. La sinistra teme il confronto con chi la pensa diversamente”.

Fa di più, la sinistra dice che un festival letterario, una festa della cultura, dunque aperta a tutti per definizione, viola la Costituzione e attacca le Istituzioni…

“E’ un’arroganza ingiustificabile, anche perché la sinistra attacca ma non entra nel merito. Anche nel caso dei miei libri, sono stata attaccata già solo per il titolo, nessuno è entrato nel merito di quello che ho scritto. Prendiamo anche il Family day, l’adesione è aperta a tutti coloro che vogliono difendere la famiglia, dalla Bonino a CasaPound. Non c’entrano le ideologie”.

Perché la sinistra la attacca per i suoi libri?

“Perché io dico che la donna è diversa dall’uomo. E già solo per questo sono bollata come fascista. Il problema a questo punto è il fascismo della sinistra, secondo me. Tutto quello che non aderisce alla loro narrazione di liberazione della donna è fascista. Per esempio, io non credo che la liberazione della donna passi per la contraccezione. Casomai quella libera l’uomo… Per me liberazione della donna è anche la possibilità di scegliere di restare a casa, di stare con i propri figli. Scegliere di non lavorare, anche se viene considerata una bestemmia. E nel mondo reale è pieno di donne così. Ma anche dire questo è considerato fascista”.

Da dove nascono i suoi libri?

“Io sono partita come giornalista del Tg3, del tutto aderente alla narrazione sulla donna. Poi quando sono diventata mamma mi sono detta: ‘Ma che ci sto a fare qui a preparare il tg quando ho un bambino che vuole il mio latte?’. Mi è sembrata talmente evidente la sproporzione tra quello che potevo fare al lavoro e quello che potevo fare a casa, che mi sono detta: ‘Secondo me ci hanno fregate, non ce l’hanno detto che la maternità sarebbe diventata così importante per noi”. Sono riflessioni sul ruolo materno, come anche su quello paterno, che vengono percepite come di destra”.

Perché?

“Perché dietro c’è tutto un impianto ideologico che passa dall’azzeramento della differenza, di tutto ciò che è biologico, e dell’azzeramento del reale. Tutto questo non c’entra niente con l’essere fascisti. Di fondo c’è un problema di identità della sinistra, che è passata da quella che difendeva i diritti dei lavoratori, dei proletari, dei meno abbienti a quella di oggi, delle adozioni gay, che costano tantissimo e sono per pochissimi, dell’utero in affitto, dei diritti Lgbt. Non a caso a Roma il Pd va benissimo nelle Ztl”.

Il ddl Zan spacciato per emergenza del Paese…

“Lo abbiamo già visto con la legge sulle unioni civili, su cui Renzi mise la fiducia, alla prova dei fatti: ha interessato una minoranza davvero esigua della popolazione. Non credo che Draghi metterà la fiducia sulla legge Zan… Penso che le mode, quando sono così staccate dalla realtà, passano con il tempo. Nel Regno Unito stanno già facendo dietrofront sulle cliniche della transizione, così come sui farmaci che bloccano la pubertà”.

Il problema è che noi arriviamo sempre dopo, anche nei dietrofront…

“Sì è vero. Speriamo che non sarà così. In ogni caso ci sono famiglie nella provincia profonda abbandonate da tutti. Non so quanti politici di sinistra le incontrino come le incontro io nelle parrocchie, tutte le settimane. Ci sono situazioni veramente disperanti. Forse questi politici dovrebbero tornare sulla terra. Così magari forse due domande se le farebbero…”.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Tutto bello, ma quando si attacca il classico pippone: il vero fascismo lo esercita la sinistra mi cascano le palle e smetto di leggere.

  2. Scusate , ma avete dell ASinistra un concetto TROPPO ALTO ….. ma
    che politica che cultura ! I sinistrati disprezzano qualsiasi cosa che NON RIEMPIA le loro tasche o quelle di uno della BANDA !

    E’ SOLO BUSINESS . Odiano “Io sono Giorgia ” perchè VENDE ,
    anzi è al PRIMO POSTO .

    Il professorino che ha insultato la Meloni è uno scribacchino ,che , una volta esauriti parenti e i POCHI amici ed aver costretto , come fanno TANTI Prof , i propri discenti all’ acquisto ….. FINITE le VENDITE , sai come Je rode er culo ????? Manco classificato …..

  3. Ma voi di solito parlate di sinistra : ma quale quella dei giornalisti on line o di giornali che non legge nessuno ?…o forse la categoria hegeliana dei fannulloni da tastiera detti volgarmente over 50 in ciabatte su facciadibbuoc Anpi? ah ok , il nulla cosmico , as usual!

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