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Roma, 15 giu – Passare dal ministero dell’Economia a un centro sociale è un lampo. Basta giusto rievocare d’un tratto i vecchi tempi in cui dalla chitarra uscivano le note di Bella Ciao.



Così Gualtieri va a caccia di voti nel centro sociale

Così Roberto Gualtieri, ex ministro e attuale aspirante sindaco Pd di Roma, si confronterà in uno spazio abusivo insieme ad altri sette candidati alle primarie del centrosinistra. Presenti con lui, tra gli altri, Imma Battaglia e Stefano Fassina. Tutti insieme appassionatamente allo Spin Time Labs, palazzo occupato in via di S. Croce di Gerusalemme. Un bel posticino noto per rave, risse, proteste dei vicini esasperati, degrado, fiumi di droga e minacce di denunce per truffa.

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E’ il palazzo che ha accumulato centinaia di migliaia di euro di debiti con l’Acea per non aver pagato le bollette della luce. Lo stesso in cui pensò bene di intervenire il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, braccio destro del Papa, per togliere i sigilli apposti dell’azienda.

Marsella: “Ridicoli, per anni ha chiesto lo sgombero di CasaPound”

Ma com’è possibile che Gualtieri e la sinistra italiana, i quali per anni hanno invocato lo sgombero di CasaPound, adesso si dedichino alla campagna elettorale in un centro sociale occupato? E’ possibile perché con tutta evidenza la loro ipocrisia spunta fuori soprattutto in questi momenti. Al riguardo è così intervenuto Luca Marsella, consigliere municipale di Cpi a Ostia: “E’ assolutamente ridicolo, il centrosinistra che per anni ha chiesto lo sgombero di CasaPound oggi si ritrova a fare un confronto dentro quello che è un centro sociale occupato“. A questo punto “è chiaro che sono spinti dall’intenzione di prendere voti, sia alle primarie che alle amministrative, da tutti i centri sociali”, fa notare Marsella all’Adnkronos. “E questo è preoccupante perché, in caso di una loro vittoria, vedremo assegnazioni e regali ai centri sociali mentre le critiche e le richieste di sgombero saranno rivolte unicamente contro CasaPound, l’unica occupazione di italiani dove sventola il tricolore e non la bandiera rossa”.

Alessandro Della Guglia



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2 Commenti

  1. E ci mancherebbe altro! Nei centri sociali girano oramai generazioni di figli dei loro militanti più attivi, quelli più attenti ad introdursi correttamente, auto selezionandosi, nei gangli vitali del sistema progressista in continuo divenire! E’ il loro “militare”. Devono togliergli il timore di restare senza fronte…

  2. Peccato che i manicomi non ci sono più, é un peccato davvero anche perché di gente da internare ce ne sarebbe, ma a parte quello, Gualtieri sarebbe andato anche lì a cercare voti perché di pazzi che lo avrebbero votato ne avrebbe trovati. Oggi gli rimangono solo i centri sociali, però un’idea glie la posso dare: i ghetti, i parchi notturni, le sedi di spaccio, i centri di accoglienza, guarda quanti voti da raccogliere !!

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