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Stato e Chiesa: un’unione di intenti “globalista”?

by La Redazione
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Roma, 7 mar – In Italia, nel periodo post-Unitario, i rapporti tra Stato e Chiesa hanno assunto vari aspetti, sia di conflitto che di interessi convergenti. Negli anni sessanta del secolo scorso si è avuta una svolta decisiva. Prima con il Concilio Vaticano II, poi con il movimento studentesco. Già allora si ipotizzava una reciproca influenza tra la società civile e una parte del clero che voleva “aprirsi” al mondo.

Con l’avvento del ventunesimo secolo cambiano gli scenari politici ed economici e si assiste ad un deciso inizio della secolarizzazione, laica e religiosa. L’uomo entra in una nuova dimensione antropologica, essendo sempre più soggetto alla globalizzazione economica che trasforma le relazioni sociali ed intacca i valori fondanti della dimensione terrena e di quella spirituale. Le istituzioni civili e religiose non sanno dare una risposta ai cambiamenti epocali che incombono. Il potere politico, prima condizionato dal solo potere economico, ora deve fare i conti con poteri finanziari che dettano l’agenda a livello mondiale. Con ben precise finalità: sono gli “incappucciati” del nuovo millennio.

La necessità di un Papa “asservito”

Nasce così l’esigenza, per le elités, di controllare, oltre la società politica, anche la società civile, ovvero le persone ed i loro comportamenti. Superati i pochi ostacoli di alcune forze politiche, resta da scardinare la dimensione umana e comunitaria ed i valori che ne fanno da collante. Colpendo sia la famiglia che la Chiesa quali istituzioni depositarie. Si tratta, in pratica, di sostituire gli ideali con le ideologie ed introdurre il pensiero debole. Eradicando le fondamenta culturali e spirituali della civiltà occidentale. Per tale motivo si è resa necessaria la nomina di un Papa asservito, in modo tale che possa perseguire una dottrina politica mascherata da dottrina sociale religiosa. Il tutto in sincronia con il programma globalista in campo civile.

Gli strumenti funzionali a tale disegno sono le strutture civili e religiose che si servono dei mass media e del loro linguaggio “persuasivo”. Vengono in tal modo usati simboli e tecniche manipolative del pensiero, in modo che appaia giusto e necessario l’accettazione di ideologie gender, immigrazioniste e ambientaliste. Si introducono slogan che sostituiscono il pensiero: pacifismo, buonismo, “ponti e non muri” per una accoglienza senza limiti. Essi sono il cloroformio sociale. Il dissenso (poco) viene criminalizzato o censurato, oppure giustificato dal Papa, con affermazioni eretiche, compresa la mistica strappalacrime del povero migrante.

La strategia è quella di un cambiamento sociale e religioso lentissimo, come i cambiamenti non rivoluzionari tipici del fabianesimo, in modo che non ci si accorga del veleno che si inietta lentamente. La comunicazione globalista ha creato una vasta simbologia per fare presa sulla psiche, in modo che i nuovi valori – ovvero i disvalori – vengano accettati come positivi dalla massa. Ne segue l’affermazione del politicamente corretto e del pensiero unico. Ad esempio, si vuole eliminare la parola razza, anche dalla Costituzione. Si nasconde che essa ha connotati biologici: il fine è imporre l’egualitarismo, per mezzo di una religione civile con i suoi dogmi. In pratica, l’antirazzismo è una professione di fede civile e religiosa. Cancellare le parole per cancellare la realtà, con tecniche diverse quando si tratta di  istituzioni diverse.

Stato e Chiesa: un’azione in comune

Si nota un’azione parallela tra Stato e Chiesa, con in comune un programma relativista. Si inizia con le lusinghe demagogiche per poi acquisire un consenso sempre più ampio: è il metodo della “finestra di Overton”. Il risultato è che si accettano, in automatico, imposizioni sempre più limitative: è l’assopimento delle coscienze in modo tale che non si sviluppi la critica.

Il “cavallo di Troia” sono i nuovi diritti soggettivi in ambito civile così come la misericordia ed il perdonismo della nuova Chiesa. Aggiungendo un ben costruito alone di simpatia papale con parole e gesti, questi sì populistici. Si sono così creati feticci attraverso i nuovi diritti soggettivi ma imponendo anche doveri, quali i dogmi laici di accoglienza indiscriminata accompagnandoli, abilmente, con i sensi di colpa. Essi sono la base per far nascere la sudditanza psicologica.

Vi è, poi,  una tematica comune laico religiosa nella questione ambientale. Prima il simbolo Greta, poi i fondi europei, in maggioranza verso l’economia verde. Tale politica trova consonanza nella cosiddetta decrescita felice dei grillini. Di pari passo il Papa elogia il pauperismo, per affermare che solo nel povero e nell’immigrato vi è Dio. Situa la natura al livello divino, ponendo la Madre Terra al di sopra della Madre di Dio, parla di ecologia integrale per un uomo nuovo e dei nuovi peccati di inquinamento. Il tutto, di eresia in eresia fino a sfiorare l’apostasia.

Verso la cancellazione dell’identità

Si può notare come viene cancellata la storia, la cultura, la civiltà, le tradizioni. Parimenti viene azzerata la tradizione apostolica e la dottrina millenaria riducendo Cristo ad un personaggio storico e passando, con disinvoltura, dalla salvezza di Cristo alla salvezza del pianeta. I neo sacerdoti sono ora i virologi e, come nuovi profeti di sventura, mantengono alto il terrore mediatico, trasformando l’homo sapiens in homo videns. Chi dissente viene censurato.

Gli effetti sulle persone sono vari e devastanti. Assistiamo ad una deriva antropologica che sopprime la morale oggettiva e i valori condivisi. Frammentando la società in tanti automi, controllabili e distanziati. Inoltre vi è la cancellazione dell’identità, in una mescolanza di culture. In pratica una giungla sociale ove, al contrario, confini e identità appartengono ad ogni specie vivente sulla terra. La conseguenza è lo stravolgimento della realtà, ovvero delle leggi naturali e delle verità biologiche e morali attraverso l’imposizione di nuove norme per una morale prêt a portèr. Il transumanesimo è già realtà, ma c’è anche la possibilità di una nuova lotta di classe di stampo marxista per riacquistare bacini elettorali.

Il Nuovo ordine mondiale è sempre meno araba fenice, ma ha fatto il salto di qualità attraverso un virus ed il relativo vaccino è il totem protettivo. Nella nuova, curiosa (ri)unione tra Stato e Chiesa è il sacramento laico da far desiderare per scambiarlo con le libertà costituzionali. Barattare la libertà con la sicurezza significherà però perdere sia la libertà che la sicurezza. Per chi non si allinea c’è, comunque, il quotidiano lavaggio mediatico del cervello al quale occorre resistere, considerato che “l’ultima grande battaglia non sarà combattuta sul campo ma nella mente degli uomini”.

Gaetano Fratangelo

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2 comments

mario1232016 7 Marzo 2021 - 8:35

Stato e Chiesa: un’unione di intenti “globalista”? Esprimo il mio parere.
Assolutamente si. Francesco lo considero uno dei più grandi simboli del globalismo moderno!
In quasi ogni sua opinione, sento “messaggi” che si allineano con tale pensiero.
Mi sembra “perfetto” in tal senso. (detto ironicamente).

Ovviamente dei cambiamenti ci sono stati, anche nella chiesa, ed è giusto segnalarli.
Fra l’altro, non bisogna per forza essere sempre allineati a tutto quello che diverse persone vicine al cristianesimo dicono e pensano. A mio modesto parere.
In ogni caso, io ho sempre preferito andare oltre e rifarmi anche alle origini pagane dell’Europa.

è un discorso lunghissimo(fatto anche da opinioni personali) che ovviamente non pretendo di trattare in un commento. Mi limito a dire una opinione.

Fra i tanti, che hanno appoggiato il paganesimo, da cui ci sono molti spunti da prendere, mi viene in mente Nietzsche, ma ce ne sarebbero molti altri..

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Fabio Crociato 8 Marzo 2021 - 4:41

La chiesa immanente non è altro che uno stato nello stato (come geograficamente), similmente alla mafia “spacchiosa” di una volta… Non a caso nel sud Italia andavano in sincro. Tutto si ripete… alla grande! E pure nella degenerazione. Ovviamente.

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