Roma, 1° feb – Prima che si aprisse la rotta atlantica con la scoperta dell’America, è nel Mediterraneo che si sono sempre decisi i destini dell’Europa. Chi controllava il «mare di mezzo», di fatto, controllava il mondo. Fenici, etruschi, cartaginesi, greci e infine i romani: l’età antica è una storia di lotte per l’egemonia su quello che i cittadini dell’Urbe chiamavano con orgoglio mare nostrum. Un mare che, al termine delle guerre puniche, fu effettivamente cosa solo romana: soltanto con l’impero della Città eterna, tutto il bacino del Mediterraneo verrà unito politicamente, per poi non esserlo mai più. Eppure, prima della conquista romana, i destini del «mare di mezzo» passarono per un’altra guerra, che ebbe il suo culmine nella battaglia di Alalia.  

La storia della battaglia di Alalia

Conosciuta anche come battaglia del mare Sardo, la battaglia di Alalia ebbe luogo a metà del VI secolo a.C. A fronteggiarsi furono i focei (greci della Ionia) da una parte, e cartaginesi ed etruschi dall’altra. Lo scontro navale avvenne con ogni probabilità nel braccio di mare che divide la Sardegna e la Corsica (Alalia era appunto un insediamento focese sulla costa orientale della Corsica). A spuntarla furono gli elleni, ma a caro prezzo: si trattò, infatti, di una vittoria di Pirro (o vittoria cadmea, come la chiamavano i greci). In seguito alla battaglia, i focei si stanziarono in Magna Grecia, dove fondarono Elea, ribattezzata Velia dai romani. È qui che prenderà vita la celebre scuola eleatica, di cui fecero parte grandi filosofi come Parmenide e Zenone.

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Una scoperta eccezionale

Quello che sembrava un passato per sempre sepolto, però, ora riemerge dalle ceneri della storia. Come riporta l’Ansa, infatti, uno scavo condotto nel Parco archeologico di Paestum-Velia ha portato alla scoperta di alcune armi che probabilmente risalgono all’epoca della battaglia di Alalia. Su quella che fu l’acropoli di Elea è stata rinvenuta una struttura rettangolare lunga ben 18 metri e larga 7, databile proprio al VI secolo a.C. In quello che sembra a tutti gli effetti un tempio, sono stati ritrovati numerosi reperti, tra cui armi in bronzo e in ferro. Spiccano in particolare due elmi in ottimo stato di conservazione. «Sono reliquie offerte ad Athena, con tutta probabilità proprio le spoglie della battaglia di Alalia», afferma il direttore generale dei musei, Massimo Osanna. Una scoperta eccezionale, specifica il direttore, «che accende una nuova luce su questa pagina affascinante della storia antica».

Valerio Benedetti

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