Roma, 1 feb – “Matteo Salvini sterza a sinistra imitando Gianfranco Fini. Gli auguro di non fare la stessa fine”: è senza appello il giudizio di Vittorio Feltri per il leader della Lega. Ospite a L’aria che tira su La7, il direttore editoriale di Libero commenta un suo post su Twitter contro Salvini.

Feltri contro Salvini: “E’ come Fini, ha sfasciato tutto. Continuerà a perdere”

Feltri spiega che ce l’ha con il leader della Lega per aver votato il Mattarella bis, causando la fine del centrodestra. “E’ la fotografia della realtà. Non mi riferisco all’appoggio dato al governo Draghi, ma all’elezione del presidente della Repubblica. Con Draghi poteva anche risparmiarsi di appoggiarlo, ma ci si può stare, caspita è bravissimo Draghi, quindi va bene. Ma il fatto che ad un certo punto il nostro Matteo abbia deciso di appoggiare la ricandidatura di Mattarella, dissociandosi quindi dal centrodestra, ha sfasciato tutto. E non credo che porterà molto a questa parte politica, mi sembra evidente”, è il giudizio tranchant di Feltri.

“La Meloni è l’unica con la schiena dritta, continuerà a crescere”

Tutt’altra musica, invece, per la leader di FdI. “La Meloni – sottolinea Feltri, ospite in collegamento dal proprio studio – continuerà a crescere, perché ha dato una prova di solidità e di coerenza. E’ l’unica politica con la schiena dritta, mentre il povero Salvini che sbanda di qua e di là è destinato ancora a perdere. Gli ultimi dati dei sondaggi dimostrano che Fratelli d’Italia ha superato la Lega, questo è un segnale. Non è che io sono un profeta, ma i segnali bisogna saperli leggere”, spiega Feltri, eletto consigliere comunale a Milano proprio con FdI.

“Con Mattarella che rimane 14 anni abbiamo una monarchia, non più una repubblica”

La colpa di Salvini è di aver contribuito alla rielezione di Mattarella, contro il quale Feltri è altrettanto duro. “Con 14 anni di mandato abbiamo una monarchia, non più una repubblica – dice – e poi, chi ci mettiamo al posto di Draghi? E’ ovvio che nessuno potrà fare il premier. Non ce n’è uno in grado di farlo, pure dopo le prossime elezioni”, avverte il giornalista. E quando la Merlino gli chiede se non si sente rassicurato dal Mattarella bis, Feltri fa presente che dopo aver detto di no decine di volte, il capo dello Stato ha fatto l’esatto contrario. “Per me, forse perché sono di Bergamo e sono un montanaro, la parola data vale di più di un contratto firmato davanti a un notaio”, chiosa Feltri.

Adolfo Spezzaferro

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