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Roma, 7 feb – Si è tenuta oggi, a Palazzo Giustiniani presso il Senato, la conferenza MMT: un nuovo paradigma economico per uscire dalla crisi?, con ospite d’onore l’economista australiano Bill Mitchell, tra i massimi esponenti della «scuola eterodossa». A patrocinare l’evento è stato Gianluigi Paragone, uno dei pochi parlamentari che in Italia si è aperto alle tesi macroeconomiche della cosiddetta «sinistra sovranista». A moderare i relatori c’era poi Thomas Fazi, saggista e traduttore, che assieme a Mitchell ha dato alle stampe Sovranità o barbarie, opera genuinamente sovranista, partorita però da ambienti che provengono da una tradizione politica socialista.

Intervista a Thomas Fazi

Thomas, oggi il sovranismo, almeno nel dibattito pubblico, è spesso associato alla destra. Tu, sebbene di sinistra, ti definiresti «sovranista»?

Sì, è una definizione in cui posso riconoscermi. Le mie idee, politiche ed economiche, sono sovraniste nel senso che hanno come orizzonte la difesa della sovranità, sia nazionale che popolare, nonché il rafforzamento delle istituzioni democratiche, le quali non possono avere reale efficacia al di fuori dello Stato-nazione. Del resto, l’equivalenza sovranismo = destra è fallace, se pensiamo al fatto che, in Italia, a difendere la sovranità è stato soprattutto il Partito comunista che, a differenza di altri, si è sempre opposto alla firma dei trattati europei. Oggi, però, la sinistra ha quasi completamente dimenticato quella tradizione.

Quand’è che la sinistra ha rinnegato le sue radici e ha finito per abbracciare l’ideologia neoliberale?

Ovviamente la questione è molto complessa. Però, se proprio dovessi individuare una data precisa, direi il 1989, cioè la caduta del muro di Berlino. Venuto meno il modello sovietico, la sinistra si è gradualmente riposizionata su coordinate ideologiche neoliberiste. Naturalmente già prima del 1989 c’erano linee di tendenza che spingevano verso quella direzione. Ma la caduta del muro ha rappresentato un evento decisivo che ha portato la sinistra a rinnegare la sua tradizione comunista e socialista.

Come si può convincere quella sinistra, purtroppo maggioritaria, che è ferocemente antisovranista? Insomma, che significato ha oggi portare Bill Mitchell in Italia?

Riuscire a portare Bill Mitchell nei palazzi del Senato è un traguardo importantissimo per noi. Qui abbiamo uno dei principali esponenti, se non – a mio avviso – il principale esponente della Teoria monetaria moderna (Mmt), cioè la teoria che sta portando avanti l’attacco più efficace al paradigma economico dominante. Quindi, la presenza di Mitchell qui in Senato è la dimostrazione che, piano piano, il paradigma sta cambiando, anzi direi che siamo proprio nel pieno di un cambio di paradigma economico. Ma poiché dall’economia discende tutto il resto, possiamo dire che stiamo assistendo a un mutamento di paradigma di civiltà. E la Mmt e le teorie di Mitchell si trovano ora al centro di questo processo epocale.

Valerio Benedetti

5 Commenti

  1. Ovviamente, i cospiratori bolscevichi del pci avevano tutto l’interesse a vedere l’Italia fuori dall’Europa, per meglio tramare in combutta con l’URSS, non certo per nobili motivazioni… Poi, passate le velleità rivoluzionarie (troppo faticose e scomode, nonché aleatorie) si sono riciclati globalisti, per sfruttare il fenomeno delle migrazioni, e liberisti per partecipare con le loro banche, a cui avevano per tempo dato la scalata, allo sporco gioco della turbofinanza.
    Ora, si riscoprono sovranisti!
    Una patetica manovra per allargare l’offerta commerciale alla platea distratta dei votanti.
    Che tocca fà pé quarche voto!

  2. “Ma poiché dall’economia discende tutto il resto, possiamo dire che stiamo assistendo a un mutamento di paradigma di civiltà”. Macché. Quello che Croce avrebbe definito Grossolano Assoluto”.Dunque l’Assoluto sarebbe l’Economico, dal quale, in formato Archè, discenderebbe tutto.
    Ammesso (ma non concesso) che l'”Economico” è l’Assoluto, che lo sia dipende da una complessa Teoria di natura, non certo economica, ma filosofica. La gestione economica della società – che ha soppiantato persino la politica – fa pensare che tutto sia spiegabile a partire dall’Economia. ma per favore… C’è ben altro, c’è ben altro.

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