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tommy-ramone-rocklabNew York, 14 lug – Pochi giorni fa, l’11 luglio del 2014, si è spento Tommy Ramone, primo batterista della band newyorkese sostituito in un secondo momento da Marky Ramone



La sua collaborazione come batterista della band durò solo per i primi tre album (l’omonimo Ramones, Leave Home e Rocket To Russia) dopodiché abbandonò il suo ruolo di musicista sia per problemi interni al gruppo, con il quale non condivideva appieno lo stile di vita punk tipico di quegli anni, sia per lavorare come produttore; è proprio in questa veste che co-produsse i successivi due album “Road To Ruin” e “Too Tough to Die”. Nonostante questo è anche a lui che dobbiamo canzoni del calibro di “I Wanna be Your Boyfriend” e “Blitzkrieg Bop” nonché il tipico sound semplice e diretto, diventato ormai un classico per il quale tutte le band che suonano punk rock e derivati sono necessariamente passate.

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“Sentivo che stavo diventando pazzo – aveva ammesso lo stesso Tommy Ramone – E spiegavo alla gente: credo che io stia diventando pazzo e loro lo trovavano divertente. Allora la mia scelta fu di continuare la vita da tour e diventare un vegetale o aiutare alla stesura delle canzoni e produrre dischi. Sentii che avevo bisogno di passare alla produzione e chiamare un altro batterista”

I Ramones erano un gruppo certamente atipico, che conteneva al suo interno diversi stili di vita ed attitudini lontane da quella che sarebbe stata l’esplosione del punk più politicizzato nato anni più tardi: dal pacato animo del batterista Tommy, al bassista Dee Dee morto di overdose d’eroina, passando per il chitarrista repubblicano Johnny per arrivare all’iconico Joey Ramone, storico frontman della band famoso per aver fatto nascere l’immagine del punk con giacca di pelle, capelli lunghi e jeans strappati.

Di certo il contributo di Tommy all’universo musicale non fu da meno nemmeno in veste di produttore, avendo collaborato oltre che con gli stessi Ramones anche con gruppi diventati poi celebri come Talking Heads Red Kross. Proprio l’anima “buona” e meno punk della band che ha fatto proprie canzoni come “Now i wanna sniff some glue” è stata l’ultima a spegnersi; è con Tommy che muore l’ultimo membro vivente della band.

Nonostante questo possiamo sempre far nostra, almeno in questa occasione, la tipica frase “Punk’s Not Dead” pensando che comunque la musica della band e la loro foto davanti a quel muro di Joey Ramone street a New York, poco dietro quello che rimane dello storico CBGB, rimarranno vive per sempre.

Alessandro Bizzarri

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