Ankara, 4 ott – Il manuale di assemblaggio e indottrinamento per piccole femministe in erba Storie della buonanotte per bambine ribelli: cento vite di donne straordinarie non potrà più essere venduto e acquistato in Turchia ai minori di 18 anni. Il bestseller mondiale, scritto dalle italiane Elena Favilli e Francesca Cavallo, è stato messo all’indice dal governo di Ankara perché alcuni contenuti presenti nel volume, secondo l’ente per la protezione dei minori, sarebbero “portatori di influenza negativa”.

In poche parole, i contenuti sono stati bollati come osceni e verranno equiparati alla pornografia: “alcuni degli capitoli contenuti nel libro avranno un’influenza dannosa sulle menti dei minori di 18 anni”, è stata la decisione del board per la salvaguardia dell’infanzia. Sgomento da parte dell’associazione degli editori turchi, che definiscono tale decisione come “un pericolo per la libertà di espressione e di stampa, oltre che una minaccia ai principi della società democratica”.

Il volume, che ha all’attivo milioni di copie vendute ed è stato tradotto in 47 lingue fra cui il turco, descrive le vite di 100 donne, ritratte da 60 illustratrici, che secondo le autrici dovrebbero fornire un esempio didascalico di empowerment per tutte le bambine. “Esempi di coraggio, determinazione e generosità per tutte le ragazze che cercano di realizzare i propri sogni“, si legge nel sito. Scienziate, pittrici, astronaute, giudici, musiciste, politiche, cantanti: Da Serena Williams a Malala, da Rita Levi Montalcini a Michelle Obama, La Tatcher (!), Beyoncé, le onnipresente Frida Kahlo, e Coco Chanel un mix abbastanza caotico e contraddittorio di personaggi che tocca delle vette di assoluto nonsense con nomi quali la Bonino e Madonna.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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