Roma, 10 mar – “Ucraina: il gioco sporco delle potenze”: il Primato Nazionale dedica un numero speciale alla guerra. Come spiega il direttore Adriano Scianca, “la crisi ucraina determina un attacco concentrico e convergente contro l’Europa“. In questa ottica, e senza scadere nelle tifoserie, nemiche della verità oggettiva, il Primato Nazionale affronta i nodi principali del conflitto in atto e le ricadute sul Vecchio Continente, a partire dalla nostra nazione. Senza, lo ripetiamo, parteggiare per l’Ucraina, unendosi così al coro dei media mainstream. Né prendendo le parti della Russia in nome di una qualche lettura che vada oltre la guerra e le sue ragioni economiche e geostrategiche.

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“Ucraina: il gioco sporco delle potenze”. E a rimetterci ancora una volta è l’Europa

Nel suo editoriale che apre lo speciale, Scianca spiega che in Ucraina non è in atto alcuno scontro di civiltà e fissa in modo netto e chiaro perché, complici ovviamente Stati Uniti e Nato, a rimetterci è soprattutto l’Europa. Putin, con la sua offensiva contro Kiev, di fatto si pone come anti-europeo. Ma, chiarisce Scianca, soltanto nella misura in cui l’Ue si è schierata con Kiev. I nemici eterni dell’Europa sono altri, sempre gli stessi. E anche stavolta per il Vecchio Continente si tratta di un’occasione mancata. Invece di imporsi ha ubbidito a Washington, andando contro i suoi interessi. Scegliendo peraltro di armare Kiev invece di puntare sui negoziati.

Una guerra che viene da lontano

Ecco forse proprio questo fatto, l’aver agito in un’ottica extra Nato inviando armi all’Ucraina, lascia sperare che un giorno l’Europa possa smettere di essere spettatrice della Storia. Intanto è evidente che la sta subendo, come spiega Eugenio Palazzini nell’analisi geostrategica del conflitto. Partendo da un dato di fatto – gli accordi disattesi dagli Usa sulle sorti degli ex Stati dell’Urss e la progressiva avanzata della Nato ad Est – Palazzini spiega che sì la Russia è stata costretta sempre più nell’angolo rispetto anche alla sua sfera di potenza, ma anche che Putin aveva altre opzioni rispetto a quella dell’intervento militare. “Orso ferito, orso infuriato”, si legge nel pezzo, che peraltro mette a fuoco qual è l’obiettivo della guerra di Putin: lo sbocco sul mare temperato.

La Crimea come accesso ai mari temperati

“La Crimea garantisce alla Russia l’accesso ai mari temperati, essenziale per ogni impero che si rispetti”, spiega Palazzini. In questa ottica è dunque fondamentale il ruolo della Turchia, “padrona” del Bosforo e del varco che congiunge il Mar Nero al Mediterraneo. Il Bosforo è una rotta fondamentale a livello globale per il trasporto di petrolio e grano. Ecco perché al “sultano” Erdogan serve tenersi amico lo “zar” Putin e viceversa. Sull’altro versante poi, conclude Palazzini, non si può non tenere conto dei legami sempre più forti tra Russia e Cina, che però ha le sue buone ragioni per far finire la guerra il prima possibile.

Le sanzioni contro Mosca fanno (più) male all’Italia

Sul fronte degli incalcolabili danni per l’economia europea e soprattutto italiana, Adolfo Spezzaferro analizza nel dettaglio perché le sanzioni Ue contro la Russia colpiscono soprattutto noi. Dal caro energia, con il gas a prezzi record e i rincari a cascata fino ai prezzi al dettaglio, all’interruzione del flusso commerciale fino ai rincari del grano e delle materie prime, l’economia italiana è in emergenza. E i margini di manovra, uscendo or ora dalle misure straordinarie per compensare i danni causati dalle restrizioni per la pandemia, sono strettissimi. Il governo come potrà aiutare le famiglie meno abbienti, che non avranno i soldi per pane, pasta e benzina? E’ evidente che – numeri alla mano e visto che a capo del governo abbiamo l’ex numero uno della Bce – anche il 2022 sarà segnato da una crisi economica ancor più grave di quella causata dai lockdown.

La caccia al russo prelude a nuova repressione su scala globale

Come se non bastasse poi, la guerra è in qualche modo la prosecuzione con altri mezzi della repressione su larghissima scala inflitta finora con il green pass e le restrizioni anti pandemia. Guido Taietti nel suo contributo spiega infatti che la caccia al russo in atto è la prova generale per una nuova repressione globale. L’isolamento della Russia – tagliata fuori dallo Swift, dai circuiti delle carte di credito, senza social, senza piattaforme di streaming, con i McDonalds e gli Starbucks chiusi e via elencando – è la prova provata che l’Occidente può mettere nell’angolo un Paese reputato nemico, colpendo l’intera popolazione. Ad ogni livello. Oppure, è il caso della repressione attuata in Canada contro chi manifestava contro il governo, con attacchi mirati, congelando i conti correnti o sospendendo la patente.

Ucraina abbandonata dagli Usa e dalla Nato: “Vatti a fidare dell’Occidente”

In ogni caso, quello che appare evidente – ed è l’analisi di Valerio Benedetti – è che l’Occidente ha abbandonato l’Ucraina proprio mentre ambiva a entrare nel nostro giro. Stati Uniti e Ue hanno piantato in asso Zelensky e tutto il popolo ucraino proprio come nel lontano 1939 Francia e Gran Bretagna lasciarono da sola la Polonia invasa da tedeschi e sovietici. “Il problema è sempre quello: vatti a fidare dell’Occidente, vatti a fidare dei ‘buoni'”. E infatti cosa è successo? Il classico “armiamoci e partite”. Sulla pelle degli ucraini.

Alla fine ci guadagnano solo la City e Wall Street

Ma anche sulla pelle degli europei, come ricordano Franco Nerozzi e ancora Palazzini, che spiega perché “la crisi in Ucraina ha portato a una polarizzazione degli schieramenti, tra fan di Putin e talebani della Nato”. Sottolineando che “solo in pochi, purtroppo, sembrano avere a cuore gli interessi del nostro continente”. Per dirla con Nerozzi, che stigmatizza chi affronta la guerra con una battuta o una fake news sui social, “ferisce profondamente vedere fratelli europei scannarsi per consegnare il Vecchio Continente alla City e a Wall Street”.

Ludovica Colli

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5 Commenti

  1. I governi sottomessi d’Europa usano questo conflitto come paravento per nascondere i loro fallimenti e il disastro economico, sociale e istituzionale delle loro politiche marxiste e liberali materialiste. Il costo del conflitto sarà a carico dei popoli europei governati dai BUONI senza umanità né cuore che mentre fanno sprofondare l’Europa in una crisi economica e sociale, stanziano enormi bilanci per un conflitto armato dove si gioca il nostro futuro in un ordine di ostentazione e ricchezza in cui molti milioni di poveri non possono nemmeno accendere il riscaldamento in inverno e altri milioni sopravvivono per strada senza casa e totalmente senza protezione. Questa non è l’Europa che vogliamo, ma quella che le élite politiche e democratiche vogliono e promuovono con i loro burattini nei parlamenti dei partiti di destra e di sinistra.

  2. La NATO e gli USA usano il potere militare solo per distruggere le nazioni, mai per difenderle.
    Questa Russia dell’oligarca Putin è il volto liberale del comunismo. Come la Cina comunista, il liberalismo per lo sfruttamento capitalista/imperialista e il comunismo per il popolo sottomesso e schiavizzato.

  3. Ad Egregio F. Peixoto: francamente in Russia non mi risulta che il popolo si senta così sottomesso e schiavizzato…
    Complimenti per lo “spunto” liberal-comunismo (fa riflettere non poco) che ricorda pure il liberal-fascismo, con il Trascendente come differenza.

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