Roma, 10 mar – Grande attesa e qualche buon segnale per porre fine al conflitto in Ucraina, ma dall’incontro Lavrov-Kuleba in Turchia non è emerso l’auspicato cessate il fuoco.

Kuleba: “Nessun progresso”. Lavrov: “Putin disposto a incontrare Zelenski”

Per il ministro degli Esteri di Kiev è anzi cambiato poco o nulla: “Affrontata la questione del cessione il fuoco di 24 ore per risolvere la maggior parte delle questioni urgenti dal punto di vista umanitario”, ma “non abbiamo fatto progressi su questo purtroppo, sembra che ci siano altre persone che decidono su questo in Russia”. E’ quanto dichiarato da Kuleba durante la conferenza stampa a seguito dell’incontro con il ministro degli Esteri russo. “Sfortunatamente Lavrov non è stato in condizione di impegnarsi. Sono pronto a incontrare nuovamente Lavrov se ci saranno prospettive concrete”, ha poi specificato Kuleba

Dal canto suo Lavrov ha detto che la Russia ha avuto la conferma, da questo incontro, di non avere alternative. “Coloro che riempiono l’Ucraina di armi devono capire che sono responsabili delle proprie azioni”, ha dichiarato il ministro russo. “Non abbiamo attaccato in Ucraina. In Ucraina si è creata una situazione che ha creato una minaccia a Mosca, abbiamo fatto vari appelli ma nessuno ci ha ascoltato”, ha sottolineato Lavrov.

“Questi contatti non possono esser usati per sostituire o svalutare i negoziati principali sul territorio bielorusso”, ha detto inoltre il ministro russo, rimandando di fatto le trattative ad altri tavoli. Lo stesso Lavrov ha poi detto che il presidente russo Vladimir Putin non rifiuterebbe un incontro con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelenskiy, suo omologo ucraino, per discutere di questioni “specifiche”.

La Russia “rompe” con l’Occidente

Nel frattempo però Mosca sta lavorando per “non dipendere più” dagli Stati e dalle società occidentali. Anche perché, ha aggiunto il ministro russo, l’Occidente sta utilizzando l’Ucraina per indebolire la Russia. Tuttavia Mosca “non ha mai usato né userà il suo petrolio e il suo gas come armi”, per questo l’export delle sue risorse energetiche “avrà sempre un mercato”. La guerra insomma continua e non si vedono al momento spiragli concreti per bloccarla, con tutta la catastrofe che ne consegue.

Alessandro Della Guglia

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6 Commenti

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