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Roma, 2 lug – Agli Uffizi si può ammirare l’arte africana? Ci sono dipinti di artisti di un fantastico Rinascimento “equatoriale”? La straordinaria Galleria all’ultimo piano del museo fiorentino ospita forse, tra una scultura romana e l’altra, statue Dogon? Neanche per sogno, non c’è ovviamente nulla di tutto questo. Eppure, a partire dal 4 luglio, i visitatori che giungeranno per ammirare la più grande collezione al mondo di opere del Rinascimento fiorentino, potranno apprezzare pure il progetto “Black Presence”. Già, perché nella ricorrenza della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (data particolarmente significativa per la storia di Firenze, non c’è che dire), con una diretta su TikTok e un concerto su Facebook prenderà il via un’iniziativa che strizza l’occhio ai Black lives matter.

Una ventata modaiola

Il direttore del museo, il tedesco Eike Schmidt, fa sapere infatti che ogni sabato sarà proiettato un video per “capire la storia ma anche il nostro presente”. Parole ben poco originali, ma per carità, senz’altro lodevoli di per sé. Ma in che modo dovremmo “capire la storia e il presente”, secondo i promotori di questo progetto? Non è sufficiente osservare, meditare e studiare i capolavori dell’arte rinascimentale e barocca italiana sic et simpliciter? Non scherziamo, serve una ventata modaiola che rinvenga il politicamente corretto anche nelle arterie del nostro passato. Dunque, se non ci avevate ancora fatto caso, scoprirete che tra i quadri esposti agli Uffizi batte un cuore africano. Sì perché oltre alla Primavera di Botticelli, alla Medusa di Caravaggio, a L’Annunciazione di Leonardo e al Tondo Doni di Michelangelo (e chiaramente agli altri numerosissimi capolavori del museo), c’è pure l’insindacabile ruolo di primo piano dei personaggi “black”. Da quelli storici a quelli mitologici, sono tutti lì che vi aspettano.

Personaggi “afro”

Qualche esempio? Nell’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer, uno dei tre re ha tratti indiscutibilmente africani. E nell’episodio mitologico con Perseo che libera Andromeda c’è un musicista dalla pelle nera. Per non parlare dei ritratti dei re dell’Abissinia e dell’Etiopia realizzati da Cristofano dell’Altissimo. Insomma è lapalissiano, c’è una chiara impronta “afro” agli Uffizi, che guarda caso qualcuno ha pensato di rimarcare proprio adesso. E a descrivercela come si deve saranno Justin Randolph Thompson, fondatore del Black History Month Florence e Gabin Dabiré, polistrumentista del Burkina Faso. “Gli Uffizi non sono una ‘turris eburnea’ dell’arte e anzi nelle loro collezioni comprendono i grandi temi della contemporaneità: attraverso l’arte – ha dichiarato il direttore Eike Schmidt – il museo può raccontare la grande storia del passato e fa vivere le opere nel presente. I capolavori infatti parlano una lingua universale che aiuta non solo a capire meglio il loro tempo, ma anche il futuro che intendiamo costruire”. Ma sì, una bella spruzzata di fuffa buonista per un mondo più equo e solidale. E il cielo è sempre più blu, pardon black.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. Perchè un CRUCCO di merda dirige un museo ITALIANO ?????
    Non avevamo persone alla sua “bassezza” , ma ITALIANI ???
    Da “buon immigrato” fa un lvoro che NOI non vogliamo più fare ????

    Se si vergogna per quanto fatto da suo nonno o suo padre nelle SS
    sono STRACAZZI suoi …..
    RAPPRESENTIAMO il 70% della CULTURA ….. i CRUCCHI ???
    Oltre a marciare agli ordini di un CAPORALE AUSTRIACO ….
    COSA RAPPRESENTANO ????

    Adoro WAGNER , Nietzsche , Goethe … ma a parte loro ???? suburra ,

    hanno sciolto il reparto militare antiterrorismo …. perchè erano di destra … mai visto MILITARI DI SINISTRA … manco nell’ URSS , alcuni Colonnelli Sovietici erano più FASCISTI di me ….

    Auguro a frau kulona un bell’ attacco terroristico …. CHI manderai a gestire la cosa CRETINA ???? delle DRAGQUEEN ????

    Mala tempora …..

  2. Mi raccomando……tutti in ginocchio a dire “non sono razzista” e magari distruggiamo qualche capolavoro perche’ raffigura un razzista……ma andate a ……