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Roma, 5 feb – Quella mummia ha la lingua d’oro. Anzi, le mummie sono due ed entrambe hanno quell’incredibile quanto preziosissima lingua. Un dettaglio dall’enorme potenza evocativa notato immediatamente dagli archeologi dell’Università di Santo Domingo. Durante gli scavi condotti a ovest di Alessandria, in Egitto, hanno scoperto queste mummie risalenti a circa 2.000 anni fa. Le hanno rinvenute “presso il tempio di Taposiris Magna”, antichissima città il cui nome sta per “grande tomba di Osiride” fondata dal faraone Tolomeo II Filadelfo tra il 280 e il 270 a.C.

Egitto, non solo mummie dalla lingua d’oro

E’ qui che sono state riportato alla luce ben 16 tombe scavate nella roccia, al cui interno vi erano – stando a quanto riferito dal ministero dell’Antichità egiziano – “un certo numero di mummie in cattivo stato di conservazione”. Almeno due di queste hanno però la lingua d’oro e sappiamo pure che ve ne sono altre due piuttosto singolari. Una con decorazioni dorate raffiguranti Osiride e un’altra con una corona con corna, un serpente e una collana con un pendente dalla forma di testa di falco. La missione congiunta di archeologi egiziani e dominicani da anni sta lavorando sul delta del Nilo alla ricerca della tomba della regina Cleopatra, che per molti studiosi è quasi impossibile da trovare.

Nel frattempo però qualcos’altro è spuntato fuori ed è altrettanto degno di nota. Oltre alle mummie, tra i reperti riportati alla luce ci sono un diadema d’oro, una maschera funeraria femminile, otto volti di marmo di epoca greco-romana, diverse lampade, utensili e vasellame. La missione, chiaramente incoraggiata da queste scoperte, ha deciso così di proseguire gli scavi.

Una lingua per parlare con Osiride

Ma restando alle mummie, è inevitabile chiedersi: come mai almeno due di queste hanno la lingua d’oro? Secondo gli archeologi è probabile che in base alle credenze egizie servissero al defunto per parlare con Osiride, dio dell’Oltretomba e della sopravvivenza dopo la morte. D’altronde in una versione del suo mito fu proprio lui a tornare in vita, grazie alle pratiche magiche delle sorelle Nefti e Iside, e nonostante lo smembramento del suo corpo. Dunque queste “foglie d’oro a forma di lingua” sarebbero state collocate nella bocca di mummie di epoca greco-romana “in un uno speciale rituale per assicurare” ai defunti “la capacità di parlare nell’Aldilà davanti al tribunale di Osiride”.





Alessandro Della Guglia

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