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Milano, 14 feb – Arriva il licenziamento collettivo per tutti i 1.450 dipendenti di Air Italy. Lo hanno annunciato i commissari liquidatori della compagnia aerea ai dirigenti riuniti in conference call a Olbia e Malpensa. Nelle prossime settimane si liquida tutto e già dai prossimi giorni partiranno le lettere di licenziamento. Air Italy “prenderà in considerazione tutte le possibilità di cessione di rami d’azienda, che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro“, fa sapere la compagnia in una nota dopo che questa mattina si è svolto un primo confronto, in conferenza telefonica, tra i liquidatori incaricati e i dipendenti della compagnia che gestisce i voli interni con la Sardegna. “I liquidatori – spiega la nota – hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l’intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa”.

I sindacati: “Evitare che partano le prime lettere di licenziamento”

Parole che però non convincono i sindacati. “Ancora non è arrivata alcuna lettera di licenziamento. Ma arriverà non appena i liquidatori definiranno il percorso con i dirigenti aziendali. Non c’è alcuna intenzione della proprietà di fare alcunché: occorre evitare che partano le prime lettere“, dice all’Ansa il segretario della Filt Cgil regionale Arnaldo Boeddu. “Stiamo lavorando con il ministero dei Trasporti e dello Sviluppo economico per provare a cambiare la procedura ed evitare la liquidazione. Aspettiamo la convocazione dei due ministeri con cui andremo a parlare”.

Il 12 febbraio la decisione di mettere la compagnia in liquidazione

Come è noto, il 12 febbraio gli azionisti di Air Italy, Alisarda (Aga Khan) e Qatar Airways attraverso Aqa Holding, “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato” hanno deciso all’unanimità di mettere la società Air Italy in liquidazione. Nata nel 2018 per rilanciare la ex Meridiana, nella compagnia da subito figurava Qatar Airways che oggi è stata la prima a gettare la spugna. Non ha funzionato quindi l’ambizioso piano industriale che puntava a fare di Air Italy un vettore capace di operare anche sul lungo raggio: 50 nuovi aerei e la creazione di 1.500 posti di lavoro per coprire 50 destinazioni soltanto in Italia tra Roma, Napoli, Palermo, Catania e Lamezia Terme per alimentare i voli intercontinentali dall’hub internazionale di Malpensa. MA il 2019 si è chiuso con una perdita di 230 milioni di euro, cioè il 70% del fatturato. A pesare sui conti sono stati anche errori nella gestione, come il noleggio di tre Boeing 737 Max che, dopo gli incidenti dello scorso anno, sono interdetti al volo da parte delle autorità.

Adolfo Spezzaferro

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