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autostrade rincariRoma, 31 dic – Come ogni primo gennaio che si rispetti, l’anno nuovo si aprirà con la trafila di adeguamenti tariffari riconosciuti alle concessionarie delle autostrade. Rispetto all’anno scorso, quando solo alcuni tratti furono interessanti dagli aumenti, quest’anno il ministero delle Infrastrutture ha riconosciuto una sequela di rincari a molte più società.

Spiccano, fra gli aumenti, il +7,88% per la Bre.be.mi e il +1,90% per la correlata Teem, il +4,9 per Satap tronco A4 e il +2,46% per la Torino-Savona. Seguono Autostrade per l’Italia con il +0,64%, Autocamionale della Cisa +0,24%, Milano Serravalle Milano Tangenziali +1,50%, Tangenziale di Napoli +1,76%, Satap tronco A21 +0,85%, Strada dei Parchi 1,62%, Pedemontana Lombarda 0,90%. A secco, invece, le altre. Autostrade per l’Italia, da sola, gestisce quasi 3mila km di rete, Satap si è vista riconoscere l’aumento sul tratto Torino-Milano della A4, Strada dei Parchi gestisce l’A24 e l’A25 che servono ovest-est l’Italia centrale. Abbastanza per poter dire che chiunque, almeno sino a Puglia e Sicilia, si metterà in viaggio, dovrà fare i conti con pedaggi più elevati. Soprattutto nella Lombardia orientale, la zona più “colpita” dai ritocchi all’insù, complici anche le difficoltà di Bre.be.mi e Teem.

Il tema delle concessioni, dei lavori, degli adeguamenti delle tariffe per l’utilizzo delle autostrade è un mare magnum che esemplifica le politiche di privatizzazione e liberalizzazione: come già successo nel mercato elettrico, un monopolio naturale viene spezzettato e i rapporti governo-concessionari sono affidati ad una giungla di norme, direttive, accordi. Una regolamentazione che, per garantire ad un monopolio naturale di diventare ciò che non può essere – cioè un mercato libero – diventa ipertrofica e piena di bizantinismi: i meccanismi per i quali il ministero accorda gli aumenti sono estremamente complessi e tengono conto di tanti fattori. Un’impostazione che più volte ha fatto sorgere il dubbio che le società concessionarie chiedessero adeguamenti al rialzo per compensare il calo del traffico. Ipotesi non peregrina, dato che ai continui e costanti rincari non sempre seguono quei lavori – di raddoppio, di aumento della rete, di efficientamento, di maggiore attenzione ad esempio alle nevicate – che sarebbe lecito attendersi.

Buon 2017 e buon viaggio.
Filippo Burla

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