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Roma, 21 apr – L’emergenza coronavirus fa crollare il Pil di ben 15 punti nel primo semestre. Un tonfo mai registrato prima dal dopoguerra ad oggi. La impressionante previsione è contenuta nella Nota sulla congiuntura di aprile dell’Ufficio parlamentare di bilancio. L’Upb stima che “nel trimestre scorso il Pil si sarebbe ridotto di circa cinque punti percentuali. Il trimestre corrente sconta maggiormente gli effetti del blocco, in quanto inizia su livelli molto bassi in aprile e risente del pesante trascinamento statistico di marzo”. E intanto è boom di domande di cassa integrazione.

Se a maggio ripresa lenta, -10% del Pil nel secondo trimestre

Per quanto riguarda la (lenta) ripresa delle attività produttive nella fase 2, “nell’ipotesi che le restrizioni vengano allentate in misura molto graduale a partire da maggio – fa presente l’organo parlamentare di controllo dei conti – si prefigura una contrazione congiunturale del Pil del secondo trimestre dell’ordine di ulteriori dieci punti percentuali. Queste previsioni sono soggette a un’incertezza senza precedenti storici, in quanto riconducibile non soltanto ai consueti fattori economici, ma anche a variabili sociali e sanitarie”. Si prefigura così, per la prima metà dell’anno, “un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica“, avverte l’Upb.

Cassa integrazione: le richieste sono il triplo rispetto alla crisi del 2009

La crisi economica scatenata dall’epidemia ha pesantissime ripercussioni sugli ammortizzatori sociali. Tali che le domande cassa integrazione sono di gran lunga più numerose di quelle della crisi del 2009. “Si stima, per la sola parte relativa alle richieste cig, che il numero complessivo di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009“. La base dei dati è quella fornita dall’Inps sulle richieste per la cig con causale Covid-19 pervenute fino al 10 aprile. Stiamo parlando di circa 2,9 milioni di lavoratori mentre le istanze relative all’assegno ordinario coinvolgono circa 1,7 milioni di beneficiari.

Goldman Sachs stima che il rapporto debito/Pil arriverà al 161%

A completare il drammatico quadro, le previsioni degli economisti di Goldman Sachs per l’intero 2020: l’impatto della pandemia spingerà l’Europa in “una profonda recessione”, con una contrazione del 9% del Pil dell’Eurozona. E le “contrazioni maggiori – sottolinea Goldman Sachs – si registreranno “in Paesi del Sud, come Italia e Spagna“. Nel dettaglio, in un report pubblicato ieri, la banca d’affari Usa stima che il rapporto tra debito e Pil italiano arriverà “al 161% nel 2020 e rimarrà al di sopra del 145% nei prossimi anni“. Gli economisti di Goldman Sachs infine stimano un aumento del tasso di disoccupazione nell’eurozona all’11,5% e nel Regno Unito all’8,5% entro la metà dell’anno, con “un notevole gap nord-sud nel grado di deterioramento del mercato del lavoro. La stima del tasso di disoccupazione è al 23% in Spagna e al 17% in Italia“.

Numeri che fanno paura. Ma mai quanto l’idea che il governo giallofucsia – pur di ottenere i fondi Ue per l’emergenza – voglia davvero ricorrere al Mes e farci piombare la Troika in casa. A quel punto, dover ripagare i debiti darebbe la mazzata finale alla nostra economia.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Saranno contente le società della finanza controllate dai poteri occulti stranieri che potranno, grazie ai provvedimenti assurdi presi da un branco di incompetenti, comperarsi quel che resta del paese a due lire, musei, porti, aeroporti e risparmi compresi.Ci sono riusciti grazie a media che non parlavano d’altro e spaventavano, mentre considerando circa 6 milioni con anticorpi positivi al cv in Italia siamo ad una mortalità dello 0.3% al massimo, cioè bassissima.
    Consiglio la lettura del breve articolo sul sito di maurizioblondet.it in cui i carabinieri si sono permessi di provare a fermare una messa quando non potevano in base ai patti lateranensi nemmeno entrare nella chiesa senza l’autorizzazione del vescovo;
    DUE VERITA’ SUL CV-19. Dei medici, della Junta.
    Maurizio Blondet 21 Aprile 2020

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