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agenzie fiscali agenzia delle entrateRoma, 5 mag – Dalla metà di aprile, cioè dopo gli ultimi “scontri” in campo aperto tra le due parti contendenti sulla vicenda dei dirigenti incaricati delle agenzie fiscali, improvvisamente è calato un silenzio che, per molti versi, sta assumendo aspetti inquietanti. Cerchiamo, pertanto, di fare un minimo di chiarezza.



Dal ministero dell’Economia si fa sapere che la questione è, ormai, nelle mani di Renzi che dovrà esaminare un progetto globale di ristrutturazione organizzativa, in particolare dell’Agenzia delle Entrate, e che non ha alcuna intenzione di adottare provvedimenti tampone tesi semplicemente  a rimettere al loro posto i funzionari decaduti dalle proprie posizioni dirigenziali all’indomani dell’ormai ben nota sentenza della Corte Costituzionale. Renzi ha fatto comunque sapere che l’intera questione è un’urgenza del governo ma non la ritiene un’emergenza e quindi il Premier si prenderà tutto il tempo necessario per valutare e decidere.

Nel frattempo sul fronte agenzie fiscali, dopo che tutti i tentativi di far passare un decreto legge di restaurazione dello status quo ante sono miseramente falliti, sta tornando prepotentemente alla ribalta la soluzione delle “posizioni organizzative speciali”. Una soluzione che non richiederebbe un provvedimento legislativo ad hoc, evitando così di incorrere in una nuova censura della Corte Costituzionale, ma che presenterebbe diversi problemi di ordine pratico, a partire dal fatto che la norma che ha istituito tali Pos (l’art. 23-quinquies, comma 1 D.L. 6 luglio 2012 n. 95, la cosiddetta spending review) prevede un limite massimo di 380 unità complessive, mentre i dirigenti decaduti sarebbero esattamente il doppio ed inoltre almeno un centinaio di Pos sono già state assegnate al posto di precedenti posizioni dirigenziali cancellate proprio per il “taglio” effettuato dalle operazioni di revisione della spesa. Proprio per questo pare che l’Agenzia delle Entrate vorrebbe ricorrere al Regolamento di agenzia, in qualità di Ente pubblico economico, al fine di poter stabilire autonomamente il numero di posizioni organizzative da istituire. Il tutto, evidentemente, con l’accordo dei sindacati. Sindacati che, in tutta questa vicenda, almeno quelli più rappresentativi nel settore delle agenzie fiscali, hanno mantenuto un profilo estremamente basso finalizzato a non prendere una posizione decisa sulla vicenda, quasi a far pensare di temere di voler scontentare qualcuno dei contendenti. E come spesso accade in questi casi, quando si tenta di accontentare tutti si finisce per rendere tutti scontenti. E proprio in tale ottica si inserirebbe l’accordo firmato il 22 aprile scorso con la direttrice dell’Agenzia, Rossella Orlandi, per un sostanzioso acconto sulla retribuzione di risultato per l’anno 2014 e per lo scorrimento delle graduatorie per i passaggi di fascia economica all’interno delle aree funzionali. Insomma, una sorta di “regalo” ai dipendenti stanchi ed incattiviti con l’intento di rabbonirli e di preparare il terreno alla “soluzione Pos” per gli ex dirigenti.

Ma, come accennavamo sopra, oltre al limite numerico massimo stabilito per legge, ci sarebbe anche un’altra grossa difficoltà di ordine pratico per le Pos: se al termine della procedura di selezione venissero selezionati nuovamente in blocco gli ex dirigenti incaricati, la procedura rischierebbe di incorrere nella censura della giustizia amministrativa che, in entrambi i gradi di giudizio, si è già pronunciata contro gli incarichi ad personam e che potrebbe ravvisare nelle posizioni organizzative un escamotage per bypassare il divieto di nomine senza concorso.

Si porrebbe poi un ultimo quesito, stavolta relativo ai possibili beneficiari delle posizioni. Queste ultime prevedono una retribuzione lorda massima aggiuntiva che non può superare il 50% del trattamento economico corrisposto ad un dirigente di seconda fascia di livello retributivo più basso. Viene da chiedersi, quindi, quanti ex incaricati accetteranno le mansioni precedenti ma con una decurtazione che può andare dal 50 all’80% del precedente stipendio. Insomma, il silenzio che avvolge la vicenda è pieno di inquietudine, non solo per chi ha perso l’incarico, ma anche per gli altri dipendenti in attesa di un concorso e soprattutto per i contribuenti onesti che in questo caos amministrativo hanno soltanto da rimetterci.

Walter Parisi



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2 Commenti

  1. Scandalosa complicità dei sindacati che non sono nemmeno stati votati dagli ex incaricati ma che dovrebbero rappresentare i circa 43.000 (tra funzionari, collaboratori, operatori..etc) che dalla nomina di nuovi POS riceverebbero solo un diretto danno economico.

  2. Dirigente si diventa solo dopo aver superato il regolare concorso. Non ci sono alternative. Che vengano banditi regolari concorsi e vincano i migliori. Gli altri si mettano l’animo in pace.

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