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Roma, 11 set – “Nessuno perderà il lavoro, pieno sostegno a sanità, famiglie, imprese“. Così l’11 marzo scorso il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, assicurò gli italiani. Pochi mesi dopo, l’ottimista (enorme eufemismo) previsione dell’esponente del governo, è andata a farsi benedire. La situazione economica in Italia è infatti sempre più drammatica e i dati ci parlano di un vero e proprio dramma occupazionale. Stando a quanto rivelato dall’Istat nell’indagine sul mercato del lavoro, nel secondo trimestre del 2020 gli occupati sono drasticamente diminuiti proprio a causa dell’emergenza coronavirus e del conseguente lockdown imposto dal governo.

Disoccupati in Italia: oltre 2 milioni

Rispetto al primo trimestre di quest’anno quasi mezzo milione di posti di lavoro è andato in fumo. Per l’esattezza 470mila unità in meno rispetto al primo trimestre e addirittura 841mila rispetto al secondo trimestre del 2019. Più nel dettaglio, stando sempre ai dati comunicati dall’Istat, i dipendenti a termine sono diminuiti di 677mila unità (-21,6%) rispetto sempre al secondo trimestre 2019. Gli indipendenti sono diminuiti invece di 219mila unità (-4,1%). Complessivamente -3,6% dell’occupazione. Ma quanti sono esattamente i disoccupati in Italia? Più di due milioni, esattamente 2.057.000. E come se non bastasse si è verificato un incremento di inattivi tra i 15 e i 64 anni del 5,5% rispetto al primo trimestre 2020 e addirittura del 10% rispetto al trimestre precedente.

“Dopo la sostanziale stagnazione dei primi due mesi del 2020, il sopraggiungere dell’epidemia ha investito il mercato del lavoro con cali dell’occupazione tra marzo e giugno senza precedenti”, scrive l’Istat.  C’è poi un incremento decisamente allarmante, quello riguardante “i divari generazionali a sfavore dei più giovani”. Ovvero si perdono molti più posti di lavoro tra i 15 e i 34 anni, con un calo del tasso di occupazione evidente: -3,2%. “Seppur con minore intensità, diminuisce anche il tasso di occupazione per gli over 50 (-0,8 punti)”, fa sapere l’Istat.

Fallite 90mila imprese

Purtroppo però non è tutto. Stando infatti a un sondaggio di Confesercenti e Swg, a causa delle diminuzioni di fatturato legate alla crisi economica e al lockdwon, nel 2020 sono già fallite 90mila aziende tra alberghi, negozi, bar e ristoranti. Mentre sono 600mila quelle a rischio fallimento se la situazione non dovesse migliorare. Secondo il sondaggio in questione le aziende che taglieranno posti di lavoro, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, sono poi 500mila.

Alessandro Della Guglia

 

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