Roma, 1 set – I venti di recessione colpiscono anche l’Italia. Complice l’architettura europea e il suo modello economico orientato all’ossessiva ricerca dell’export, basta un refolo di crisi sui mercati internazionali per far crollare le prospettive di crescita sul Pil e far tornare a salire la disoccupazione.

Istat: Pil 2019 fermo

Le ultime rilevazioni dell’Istat offrono la cifra della situazione che il venturo governo dovrà affrontare. A partire da quella del Pil, che nonostante alcuni timidi segnali ad inizio anno nel secondo trimestre è rimasto invariato segnalando però un calo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

A pesare è soprattutto la domanda estera, il cui apporto al Pil è stato praticamente nullo. debole anche la domanda interna, al pari degli investimenti. Una frenata che fa crollare a zero la variazione acquisita del Prodotto per il 2019, che rischia così di chiudersi in una stagnazione di fatto.

Torna a crescere la disoccupazione

La mancata crescita fa sentire i suoi effetti anche dal lato del lavoro. Si interrompe infatti la crescita degli occupati, che anzi a luglio calano rispetto al mese precedente. E tornano invece ad aumentare i disoccupati, che dopo essere scesi sotto la soglia psicologia del 10% risalgono al 9,9% (+0,1%).

Tendenza identica per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, che dopo aver toccato i minimi dal 2011 riprendere a correre, salendo di 0,8 punti a quota 28,9%.

Filippo Burla

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