Goldman SachsWashington, 15 gen – Goldman Sachs, il più grande colosso bancario al mondo, pagherà 5.1 miliardi di dollari per lasciarsi alle spalle la querelle – legale e finanziaria – sui titoli tossici che, fra le altre cose, furono alla base dello scoppio della grande crisi del 2008. La disputa riguardava i residential mortgage backed securities, mutui immobiliari che Goldman Sachs ha cartolarizzato e venduto fra il 2005 e il 2007. Secondo le autorità Usa, molte di queste operazioni nascondevano vere e proprie frodi: da qui l’inchiesta nei confronti della banca, che ha parzialmente ammesso le sue responsabilità e si impegna ora a risolvere la questione in via stragiudiziale.

Dei 5.1 miliardi, 2.6 rappresentano i risarcimenti agli acquirenti dei titoli mentre i restanti 2.5 sono la multa che l’istituto si impegna a pagare al dipartimento della Giustizia. “Siamo soddisfatti di aver risolto un accordo di principio per risolvere il problema”, ha affermato Lloyd Blankfein, amministratore delegato di Goldman Sachs. Una soddisfazione a metà, visto che la banca prevedeva di dover sborsare non più di 1.3 miliardi di dollari.


La parola fine alla vicenda con il maxi-risarcimento imposto a Goldman Sachs non rappresenta però un unicum. E i 5.1 miliardi non sono nemmeno una somma monstre: sempre per lo smercio di titoli legati ai mutui, ad esempio, JP Morgan e Citigroup son stati costretti ad aprire il portafogli rispettivamente per 13 e 7 miliardi di dollari. Il record spetta però a Bank of America, che con il patteggiamento ha versato 17 miliardi.

Filippo Burla

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