Roma, 28 apr – Se non siamo ancora alla guerra del gas stricto sensu, poco ci manca. Così, dopo la Russia che ha deciso di interrompere le forniture a Bulgaria e Polonia, spunta l’Algeria a minacciare la Spagna di chiuderle i rubinetti. Già, proprio uno dei principali fornitori dell’Italia, con cui abbiamo siglato un nuovo accordo per smarcarci il più possibile da Mosca, punta i piedi con un altro Paese europeo. Vediamo allora come e perché.

Gas, l’Algeria minaccia di chiudere i rubinetti alla Spagna

Il ministero dell’Energia algerino ha fatto sapere ieri che “qualsiasi quantitativo di gas algerino esportato dalla Spagna verso destinazioni diverse da quelle indicate nei contratti sarà considerato un inadempimento degli obblighi contrattuali e potrebbe quindi portare alla risoluzione unilaterale dei precedenti accordi”. Sembra che il ministro dell’Energia algerino, Mohamed Arkab, abbia ricevuto una e-mail dall’omologa spagnola, Teresa Ribera, in cui veniva avvertito della decisione del governo di Madrid di consentire il flusso inverso del gasdotto Maghreb-Europa. In sostanza, la Spagna vorrebbe valutare la possibilità di esportare verso altre nazioni il gas importato dall’Algeria. Quali nazioni esattamente? Una in particolare: il Marocco.

Oggi però il ministro Ribera ha inviato un’altra mail ad Arka, rassicurandolo: la Spagna garantirà al Marocco di acquistare il gas naturale liquefatto sui mercati internazionali, scaricarlo in un impianto di rigassificazione in territorio spagnolo e usare il gasdotto del Maghreb per portarlo poi in territorio algerino. Ma “in nessun caso” il gas acquistato arriverà dall’Algeria, precisa il ministro Ribera, come riferito dall’agenzia Europa Press.

Lo scontro sul Sahara occidentale

Chiarimento spagnolo dunque, anche se la tensione con Algeri – che attualmente attraverso due pipe-line invia circa 15 miliardi di metri cubi alla Spagna, coprendone il 47% del fabbisogno – resta alta. Come mai? Perché l’Algeria non ha affatto gradito la decisione del governo spagnolo di appoggiare (per contenere il flusso continuo di migranti) il piano del Marocco per l’autonomia del Sahara occidentale, vasta area desertica il cui territorio è conteso da anni tra Marocco e Fronte Polisario. Quest’ultimo è sostenuto proprio dall’Algeria (confinante a est con il Sahara Occidentale) per evitare che Rabat si rafforzi troppo nell’area nordafricana. Non a caso a inizio aprile, in piena guerra Ucraina, la società petrolifera statale algerina Sonatrach, aveva ventilato di rivedere al rialzo il prezzo del gas naturale inviato alla Spagna.

Eugenio Palazzini

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