Roma, 31 ago – Doveva essere Lufthansa, molto probabilmente sarà invece Air France. La compagnia transalpina, in tandem con gli americani di Delta e del fondo Certares, ha infatti ottenuto l’esclusiva a trattare per la cessione di Ita Airways. Scalzando così, quasi all’ultima curva, la concorrenza del gruppo tedesco che si presentava alla gara insieme alla compagnia di navigazione Msc. A comunicarlo, al termine del periodo di ricevimento delle offerte, è il ministero dell’Economia, che spiega come l’offerta presentata sia “ritenuta maggiormente rispondente agli obiettivi fissati dal Dpcm”.

Ita, come il governo Draghi cede tutto a francesi e americani

Entrambe le proposte pervenute in via XX Settembre valutavano Ita Airways all’incirca un miliardo di euro. La cordata franco-americana l’avrebbe spuntata mettendo sul piatto un assetto societario apparentemente più gradito all’esecutivo. Nello specifico, Msc-Lufthansa offriva avrebbe offerto 850 milioni per l’80%, mentre Certares-Delta-Air France propongono 600 milioni per il 55%. Lasciando così al Mef il restante 45% e la possibilità di poter ancora influire sui destini della compagnia sorta sulle ceneri di Alitalia. Entrando più nel dettaglio, il fondo Usa punta a controllare il 40% delle quote, lasciando a Delta ed Air France il restante 15%: le due compagnie aeree agirebbero dunque più da partner commerciali che da veri e propri soci industriali, avidi di passeggeri da dirottare verso i loro hub.

La sostanza, in ogni caso, non cambia. Parliamo pur sempre di cessione all’estero di una realtà potenzialmente strategica, così come strategici sono i flussi – da quelli commerciali ai turistici, passando per il comparto cargo – di persone e merci nei cieli. Circostanza, questa, che avrebbe suggerito maggiore cautela: su Ita abbiamo invece assistito ad un’improvvisa accelerazione da parte di un governo che in teoria dovrebbe rimanere in carica solo per gli affari correnti. La cessione presumibilmente non si concretizzerà da qui al prossimo 25 settembre, dato che come sottolinea lo stesso ministero dell’Economia “alla conclusione del negoziato in esclusiva, si procederà alla sottoscrizione di accordi vincolanti solo in presenza di contenuti pienamente soddisfacenti per l’azionista pubblico”.

Un’eutanasia programmata

Potrebbe insomma volerci parecchio tempo per definire i dettagli. Anche qualora non si arrivasse a scadenza del mandato di Draghi con la cessione già archiviata, l’idea sembra comunque quella di lasciare in mano al prossimo inquilino di Palazzo Chigi un dossier già quasi chiuso, o comunque con risicatissimi margini di manovra. Chiudendo così il cerchio sulla genesi di Ita Airways: una compagnia aerea nata per “ripulire” Alitalia, ridurne il perimetro e i costi operativi, imbellettarla con qualche nuovo velivolo e, senza la benché minima volontà di mettere in piedi un vero piano di rilancio, portare il tutto in dote a chi avesse bussato alla porta. Il giorno delle nozze è arrivato. E assomiglia sempre più all’appuntamento con un’eutanasia programmata.

Filippo Burla

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1 commento

  1. Ita missa est.
    Ma no, si dice ite non ita.
    No no no.
    Invece si.
    Del no, per li denar, vi si fa ita (Dante), pagando si fa diventare sì ciò che dovrebbe essere no, si fa cioè approvare ciò che dovrebbe essere negato.

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