Roma, 5 nov – Natale sarà già passato da oltre un mese, ma il 27 gennaio i dipendenti statali riceveranno comunque un bel regalo: quasi 500 euro in più in busta paga, che diventano 300 al netto di tasse e contributi.

La “sorpresa” è parte della lunga trattativa che da mesi sta definendo i dettagli del nuovo contratto collettivo della pubblica amministrazione, scaduto dal lontano 2009 e con le retribuzioni ferme da allora.

Quest’anno, dopo la lunghissima “vacanza contrattuale”, il governo ha deciso di invertire la rotta, complici anche le imminenti elezioni alle quali l’esecutivo vuole presentarsi con la firma dei sindacati. Una firma che garantirà agli statali almeno 85 euro lordi in più al mese, con una clausola (valevole però per tutti i lavoratori, compresi i dipendenti del settore privato) con la quale si limano all’insù le soglie per beneficiare del bonus Irpef da 80 euro in modo da evitare che l’aumento si traducesse per molti in un gioco a somma zero.

L’obiettivo è quello di chiudere entro metà dicembre al fine evitare che, con l’anno nuovo, la ripresa dei lavori possa slittare e dunque non chiudere la trattativa in tempo utile per l’appuntamento con le urne. A questo pro, sul tavolo è stata messa anche un’una tantum da almeno 450/460 euro come bonus per gli arretrati. Un mini-assegno che secondo le prime stime costerà almeno 1,2 miliardi di euro, oltre ai 2,8 già stanziati in finanziaria per il rinnovo definitivo.

Filippo Burla

5 Commenti

  1. …si arruffianano il loro serbatoio elettorale..Se non li votatano gli”statali” chi li vota? Nessuno…Sono il loro ossigeno..chiudi quello e soffocano…Appena sarà possibile occorrerà ”chiuderli”…per sempre.

  2. Contratti fermi dal 2009, pensioni a 70 anni con la media contributiva e sperano nei voti per 85 euro lordi al mese? Faremo la fila…

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