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Roma, 11 mar – Nuova scoperta di Eni nel freddo del Mar Glaciale Artico. Vår Energi, partecipata al 70% dal cane a sei zampe (il fondo inglese HitechVision detiene il restante 30%) ha annunciato di aver perforato con successo un pozzo petrolifero nel Mare di Barents, all’estremo nord della Norvegia.

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La nuova scoperta di Eni nell’Artico

Situato a 349 metri sotto il livello del mare, il pozzo “è stato perforato sino ad una profondità di 2.080m e ha incontrato – si legge nel comunicato diffuso ieri da San Donato Milanese – una colonna mineralizzata a olio leggero di oltre 100 metri nei reservoir giurassici della Formazione Stø e Nordmela con buone proprietà petrofisiche”. Stando alle stime preliminari, il giacimento conterrebbe dai 65 ai 100 milioni di barili.

Il sito – Eni opera in loco, a seguito dell’assegnazione della licenza PL 532, dal lontano 2009 – sarà collegato all centro di produzione di Johan Castberg, il promettente campo il cui titolare è Equinor (la società pubblica norvegese, già nota come Statoil) che dovrebbe entrare in funzione entro il 2023. Non solo a greggio: sono numerosi i giacimento anche di gas naturale individuati nell’area. Il pozzo è infatti situato circa 10 km a sudovest della scoperta (a “oro blu”) di Skrugard.

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La nuova scoperta Eni “conferma il successo della strategia esplorativa Infrastructure-Led di Vår Energi – prosegue la nota – che ha portato riserve aggiuntive di ottimo valore”. Vår Energi produce in Norvegia, dov’è attiva sull’intera piattaforma continentale di Oslo, circa 300mila barili di olio equivalente al giorno, detenendo 140 licenze e produzione a olio e gas su 35 campi. La società impiega circa 900 persone con una vasta esperienza nel settore dell’esplorazione e produzione, acquisita grazie alle varie società che sono andate a comporla.

Filippo Burla

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