Roma, 23 ott –  L’obbligo del Pos costerà alle piccole imprese almeno 2 miliardi di euro in più di aggravi tra canoni, commissioni sulle transazioni e costi di installazione e gestione. A dirlo non sono gli oppositori del governo giallo fucsia, ma una relazione dell’Ufficio economico della Confesercenti. L’associazione datoriale ha evidenziato questi dati a margine dell’Assemblea nazionale che si è svolta ieri.

La stangata del Pos

L’organizzazione guidata da Patrizia De Luise, pur essendo favorevole all’uso delle carte di credito, invita il governo ad agire per abbassare i costi di esercizio della moneta elettronica per le imprese e per le famiglie. Dallo studio presentato emerge che “la stangata dell’obbligo di Pos, imposta a suon di sanzioni in nome del contrasto all’evasione, potrebbe non avere effetti su questo fronte. Tra il 2012 ed il 2018 il numero di Pos attivi in Italia è cresciuto del 112%, arrivando a 3,1 milioni; e il volume delle transazioni con carte di debito è aumentato del 57%, arrivando a 33 miliardi di euro, 12 in più rispetto al 2012. Un boom che non ha trovato un riscontro proporzionale nel gettito derivante dalla lotta all’evasione. Tra fatture elettroniche ed invio dei corrispettivi, inoltre, l’Agenzia delle Entrate è già oggi in grado di monitorare H24 le imprese”. Tanto rumore per nulla. Finora l’unica certezza è che ci hanno rimesso i commercianti e ne hanno beneficiato le banche che da decenni promettono un taglio ai costi del Pos.

Evasione fiscale: i veri nodi da sciogliere

Inoltre, il combinato disposto tra stretta sui contanti e calo dei consumi avrà un impatto negativo sull’economia nazionale. Le previsioni Cer-Confesercenti stimano infatti per il 2019 una variazione dei consumi delle famiglie ferma a +0,4%, il dato peggiore dal 2014 e la crescita più bassa tra i grandi Paesi nel 2019. Se a questo uniamo la sfiducia dei cittadini nelle banche non possiamo certo stupirci dell’aumento della propensione al risparmio e del calo degli investimenti. Tutto ciò comporta una crescita economica con percentuali prossime allo zero. Secondo i tassatori seriali ci sono meno soldi da spendere perché molti non pagano le tasse a causa della scarsa tracciabilità dei pagamenti. Lo Stato non spende perché l’italiano medio evade. Questa presa di posizione fa acqua da tutte le parti, almeno per due motivi.

In primis chi evade veramente le tasse – multinazionali finanziarie e produttive, nonché la grande organizzazione del crimine – ha sufficienti mezzi “legali” per farlo: è sufficiente, senza andare chissà dove, spulciare i tesori delle banche e delle loro fondazioni tra il Lussemburgo, la Svizzera e il Liechtenstein. In tutti questi casi le transazioni avvengono usando strumenti elettronici. Eppure l’evasione o l’elusione rimane sempre a livelli record.

Il secondo motivo è legato alla convenienza nell’emissione della fattura. Se le controparti traggono un reciproco vantaggio economico dal lavoro in nero, per quale motivo dovrebbero usare il pos? E questo vale per l’idraulico come per l’insegnante che fa ripetizioni a casa. Detto ciò c’è un’altra questione che merita di essere analizzata.

La proletarizzazione dei mestieri

A questo punto bisogna porsi un’ultima domanda. Perché un idraulico, un muratore, o un imbianchino dovrebbero pagare tasse e contribuiti e nel contempo essere sommersi da asfissianti controlli? Un quesito importante che merita una risposta politica. Molti piccoli artigiani non possono permettersi altri costi fissi. Per questo preferiscono chiudere la propria partita Iva.

A questo punto l’ex imprenditore si trova davanti ad un bivio: o si fa assumere da qualche ditta (magari una di quelle finte coop tanto care alla sinistra) o vive alla giornata. In quest’ultimo caso, e solo in questo, sarebbe in grado di spendere quei pochi soldi che si guadagna faticosamente. Ed ecco che riparte il circolo vizioso dell’economia sommersa. Chi sceglierebbe un imbianchino che si fa pagare di più solo perché è in regola con il fisco? Praticamente nessuno, salvo chi può godere di alcune detrazioni sulla sua dichiarazioni dei redditi.

Anche se (bisogna dirlo) il cliente in genere preferisce l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani. Alla luce di quanto detto l’impresa individuale va difesa proprio perché capace di frenare il sommerso. Chi lavora in proprio deve dedicare alla burocrazia il minor tempo possibile e sotto il profilo fiscale devono esserci dei meccanismi premianti nei suoi confronti. Anche perché il barista se non alza la saracinesca della sua attività non guadagna un soldo.

Oggi invece la realtà sembra capovolta. Se un muratore rumeno lavora in nero, merita rispetta perché non delinque. Un italiano, invece, è solo un evasore. Il fornaio che fa lavorare suo figlio senza tutti i regolari permessi viene stangato. Al contrario, ci sono fabbriche in cui i cinesi con prole a seguito lavorano sedici ore su ventiquattro. Quanti venditori abusivi, magari anche immigrati clandestini, pensiate che rilascino lo scontrino o la fattura? Eppure, chi chiede le manette per gli evasori, compra spesso la merce contraffatta da loro venduta.

Oggi, dunque, come dimostrano questi provvedimenti, assistiamo ad una proletarizzazione degli artigiani e dei commercianti. Quest’ultimi poi se vogliono essere competitivi non devono avere troppe pretese perché un esercito industriale di riserva li aspetta per prendere il proprio posto.

In fondo ciò che unisce i liberisti e la sinistra globalista è proprio la voglia di abbattere le classi medie proletarizzando mestieri e professioni.

Salvatore Recupero

5 Commenti

  1. Giustamente l’autore ricorda il ragionamento disonesto e manipolatore che fanno i burattini e pennivendoli dei banchieri stranieri che si sono comperati le ex banche pubbliche, la banca d’Italia e il resto delle aziende pubbliche del paese.”Secondo i tassatori seriali ci sono meno soldi da spendere perché molti non pagano le tasse a causa della scarsa tracciabilità dei pagamenti. Lo Stato non spende perché l’italiano medio evade”.
    La verità è che lo stato non spende perchè deve pagare 90 miliardi di euro ANNUI di interessi sul debito pubblico a banche private che prendono quel denaro che gli stati non possono avere direttamente a tassi vicino allo zero dalla BCE privata.Se avesse la sovranità di creare il denaro come fino al 1982, avremmo tasse molto piu’ basse e una ricchezza diffusa dovuta alla proprietà di banche, banca d’italia compresa, e aziende pubbliche che producevano utili enormi con cui pagare lo stato sociale e con cui fare risparmiare soldi ai cittadini.
    Sono anni che lo stato italiano ha un avanzo primario cioè spende meno di quanto ci prende con tasse elevatissime ed è solo con il pagamento dei 90 miliardi di interessi annui che và in deficit Già oggi le tasse si prendono il 42% della ricchezza prodotta e ci dicono che il problema sono gli evasori mentre il problema sono i politici vili che non hanno il coraggio di sfidare la dittatura della finanza oligarchica straniera sulla economia e sul popolo italiano.

  2. Se avete un po’ di tempo da dedicare a quello che ci preparano per il futuro ecco un video dove possiamo dire che i paesi comunisti sono avanti nel controllo della societa’, quando si dice che la CINA E’ VICINA:
    https://www.trendsmap.com/twitter/tweet/1184410212691841025

    A Venezia da piu’ di 10 anni dall’introduzione del biglietto urbano “IMOB” e il controllo del traffico acqueo una ditta francese, ( a venezia comandano i francesi) ha installato due sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale, siccome la gente e’ stupida hanno chiamato il sistema “ARGO” riferendosi al cane di Ulisse, l’unico che lo ha riconosciuto, il sistema panopticon riferito ad un sistema di sorveglianza carceraria dove una guardia sola controlla tutte le celle.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon
    In india grazie ad un loro connazionale, sedicente economista della scuola di chicago, ha fatto sequestrare dallo stato indiano, l’oro e i diamanti contenuti nelle cassette delle banche e messo fuorilegge le rupie da mille e cinquecento, dopo il disastro e’ volato per gli USA.

    Dopo che avete visto il video, segnatevi perche’ siamo prossimi.

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