Roma, 18 lug – C’è una buona notizia: l’Algeria ha confermato oggi a Mario Draghi che aumenterà di altri 4 miliardi di metri cubi le sue forniture di gas all’Italia a partire dalla prossime settimane. Parliamo di 4 miliardi supplementari che verranno consegnati a Eni, e ad altri clienti italiani, dalla compagnia algerina Sonatrach. E’ una buona notizia perché abbiamo disperato bisogno di gas, causa sanzioni e conseguente braccio di ferro con la Russia. Ma quanto ci costa comprare il gas dall’Algeria? Qui subentra la cattiva notizia, anzi le due cattive notizie legate alle forniture garantite sulla carta dal governo algerino: i prezzi alti e la dubbia affidabilità della nazione nordafricana.

Oggi Draghi, dopo l’incontro con il primo ministro algerino Tebboune, si è limitato a comunicare quanto già sapevamo da giorni: “L’Algeria è il primo fornitore di gas del nostro Paese” e “Sonatrach ha comunicato il prossimo rilascio di 4 miliardi di metri cubi di gas verso l’Italia nell’ambito dell’accordo firmato con Eni ad aprile”. Secondo il premier dimissionario si tratta però di “un’accelerazione rispetto a quanto previsto, e anticipa forniture ancora più cospicue nei prossimi anni”, inoltre la collaborazione con l’Algeria riguarda anche “lo sviluppo di fonti rinnovabili, in particolare dell’idrogeno verde e dell’energia solare, eolica e geotermica”.

Quanto è affidabile l’Algeria

Restano tuttavia le due cattive notizie sopra accennate. Rispetto all’affidabilità della nazione nordafricana, si è efficacemente espresso Lucio Caracciolo lo scorso aprile, dopo il primo accordo siglato da Draghi con il governo di Algeri. “Il problema è trovare il gas in Paesi che abbiano un sufficiente grado di stabilità da poter poi garantire che questo gas arrivi davvero. Siccome una delle consegue di questa crisi sarà la destabilizzazione del Nord Africa a causa della crisi alimentare, dell’aumento dei prezzi dell’energia e del pane, ed essendo l’Algeria notoriamente una caserma più che uno Stato, bisognerà vedere come va a finire”, disse allora il direttore di Limes.

Quanto ci costa il gas dell’Algeria

Ma se anche l’Algeria dovesse rivelarsi più affidabile del previsto – e sorvolando in questa sede sulle insufficienti forniture assicurate (non sostituiscono del tutto quelle russe) – resta il problema prezzi. Insomma, quanto ci costa il gas dell’Algeria? Non poco e di sicuro più di quello garantito sinora dalla Russia. Questo perché l’Italia paga attualmente il gas algerino indicizzandolo al petrolio, che è il metodo di riferimento di Algeri. E’ quindi già più caro rispetto ai prezzi stabiliti dai contratti firmati, tempo fa, da Eni con il colosso russo Gazprom. Come poi ben sottolineato da Qui Finanza, adesso “il gruppo Sonatrach sarebbe intenzionato a indicizzare i prezzi del gas da mandare in Europa rifacendosi non più al Brent Crude ma al TTF, con un conseguente aumento, che porterà la società a massimizzare i profitti”.

Alessandro Della Guglia

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