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Roma, 10 mar – Secondo i dati dell’Iqvia provider globale di dati in ambito farmaceutico, nell’anno del Covid c’è stato un vero e proprio boom di psicofarmaci, per tutto ciò che riguarda sonniferi, antidepressivi e ansiolitici ma anche lassativi – senza, ovviamente, dimenticare mascherine e gel igienizzati. Male per le vendite di cosmetici, soprattutto i rossetti.



Col Covid boom di psicofarmaci 

Lassativi, ma tutti i prodotti per l’insonnia, o psicofarmaci contro l’ansia, la depressione sono stati quelli che hanno visto per l’Igvia la crescita maggiore nelle vendite, insieme ovviamente mascherine, igienizzanti per le mani, termometri, guanti. I farmaci per la disfunzione erettile, soprattutto nel periodo del lockdown totale, hanno subito un vero e proprio tracollo: un po’ come quello dei cosmetici, relativamente a quelli venduti in farmacia. Tra mascherine che coprono metà viso e limitazioni alle uscite, i rossetti hanno visto un calo del 46,6% nelle vendite, mentre fard e fondotinta hanno perso il 36%.

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Il boom dei lassativi 

Questa è l’immagine dell’Italia restituita all’Adnkronos da Iqvia: il 2020, secondo questo report, “è l’anno dei lassativi”, sebbene quello che preoccupi di più sono ovviamente gli psicofarmaci. I lassativi, però, non hanno obbligo di prescrizione e sono dunque facilmente reperibili non solo in farmacia ma anche in parafarmacia e online. Il boom dei lassativi ha raggiunto un valore di 320 milioni di euro (valore prezzo al pubblico), più 5% rispetto al 2019 quando le vendite si erano attestate a 304 milioni. A volumi, invece, il mercato è aumentato del 3% durante il 2020, arrivando a 46,5 milioni di pezzi, rispetto ai 45,2 milioni di pezzi nel 2019.  “La stipsi, condizione benigna che colpisce persone sedentarie e più donne che uomini, avviene di solito in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici”, rileva Iqvia. Non solo, secondo la “letteratura on line” coi suoi balzani metodi di miglioramento del “sé”, l’uso di purganti e lassativi è legato a tentativi di dimagrimento. Ricordiamo che secondo Coldiretti il 44% degli italiani è in sovrappeso, causa di smart working e lockdown.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Che denuncino le percentuali di persone coinvolte, non solo nel sovrappeso. Altrimenti sono sempre dati da fatturato più o meno comodo.

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